Piccoli verdi cavoli

Scritto da Giuseppe Capano il 18 dicembre 2016 – 08:27 -

cavoletti-di-bruxelles-318I verdi cavolini di Bruxelles sono una delle tante diramazioni in cui si è sviluppato l’originario cavolo selvatico e portano in dono una delle migliori fonti vegetale di glucosinolati, elementi che è ben tener presente rispetto alla salute essendo fondamentali per rallentare e prevenire l’invecchiamento del corpo.
E credo non dispiaccia a nessuno avere la possibilità attraverso il consumo di buoni e gustosi piatti a base di questi curiosi mini cavoli ringiovanire senza colpo ferire!!!

Questi ortaggi hanno di fatto un rapporto controverso con la città da cui prendono il nome, per cominciare le evidenze storiche testimoniano una sorta di origine Italiana, sembra infatti siano stati i romani ad averli importati in Belgio dove le piantine si sono sviluppate in maniera ottimale grazie al clima freddo così come in molte altri parti del nord Europa.
Ma la nota più rilevante è la constatazione che i belgi non consumano più di tanto questi ortaggi apprezzati invece in maniera particolare da scozzesi, olandesi e francesi.
Anche in Italia il consumo è basso ed è un vero peccato perché questi mini cavoli sono ricchissimi di antiossidanti preziosi, svolgono un’azione benefica sul metabolismo ormonale femminile, stimolano l’attività cerebrale regolando il suo buon funzionamento grazie all’abbondanza di tiamina e acido folico.
Sono inoltre antianemici e disintossicanti, proteggono da molti tumori e aiutano la salute degli occhi, hanno un’efficace azione antiulcera, favoriscono la circolazione, la buona efficienza del sistema nervoso e di quello osteoarticolare e molto altro ancora.
Un quadro nutrizionale davvero esaltante supportato dal fatto che buona parte delle preziose sostanze che contengono, grazie alla forza notevole della famiglia dei cavoli, resistono più che in altri vegetali agli effetti della cottura.
Riguardo all’aspetto puramente organolettico hanno un sapore delicato anche se molto particolare che consente la combinazione interessante con molti altri protagonisti vegetali di stagione.
Si raccolgono in genere nei mesi autunnali e invernali, una volta puliti dalle prime foglie esterne e messi a bagno per qualche minuto in acqua e aceto vengono abitualmente lessati e conditi con salse leggermente piccanti, gratinati e insaporiti con formaggio o rosolati semplicemente con burro e olio.
Tutto questo da soli o come raccontavo prima con la compresenza di altre verdure come finocchi, carote, funghi, zucca, patate o topinambur.
Se volete prepararli come protagonisti unici un’ottima e semplice ricetta consiste nel metterli in una pirofila in terracotta una volta lessati e tagliati a metà, cospargerli di pangrattato mescolato a formaggio grattugiato, nocciole frullate fini e rosmarino tritato, condirli con poco olio e infornarli a 190 gradi per 10 minuti circa fino a gratinarli.
Una ricetta simile con qualche piccolo cambiamento ve la presenterò tra domani e dopo così da darvi un esempio concreto e visibile!!!

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