Produrre, produrre, produrre, ma per cosa e chi?

Scritto da Giuseppe Capano il 4 dicembre 2012 – 22:59 -

Campi girasole 318Se non conoscete o non frequentate il sito di Cucina Naturale vorrei raccontarvi brevemente quanto vi potrebbe tornare utile, per molti motivi.
Intanto per il ricchissimo repertorio di ricette che potete ricercare per ingrediente, parola chiave, stagione, portata, numero di calorie, assenza di determinati alimenti (latticini, glutine, ecc), tempi di realizzo, difficoltà, impatto glicemico, intolleranze specifiche.

Non male e non poco direi, avete di che ricercare con criterio e consapevolezza sapendo di ricevere sempre ricette passate prima al vaglio e controllo di una redazione attenta, anche se il banale errore di battitura o trascrizione può sempre scappare.
In ogni caso basta una semplice segnalazione e ci sarà pronta una risposta adeguata.
Ma non è di sole ricette che è ricco il sito, ci sono sezioni dedicate a diete, prodotti di stagione, eventi, mondo del biologico, libri, mondo naturale e molto altro.
Così vi può capitare di leggere notizie interessanti come quella riportata dall’amico Franco Travaglini in questi giorni sul sito e che riporto integralmente per darvi un concreto esempio del grande interesse e spessore degli argomenti trattati.
Insomma credo valga proprio la pena che ogni tanto ci passiate un po’ del vostro tempo.
Ora vi lascio alla notizia, a me ha dato molto da pensare e magari prossimamente metto per iscritto quello che mi ha indotto nell’animo e che spero induca a molti di voi visto quello che tratta.

Produciamo più del doppio del cibo che ci serve

Il sistema agrolimentare mondiale produce 4.600 calorie al giorno per persona che è più del doppio di quanto serve per nutrire l’umanità. Il paradosso della carenza alimentare per 868 milioni di persone e della contemporanea ipernutrizione per 1,5 miliardi di altri abitanti del Pianeta sta nella distribuzione della filiera alimentare, nelle abitudini alimentari e negli sprechi.
Lo ha detto, in una sessione del Forum promosso da Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn), Hans Herren, presidente Millennium Institute negli Stati Uniti e co-presidente International Assessment for Agricultural Science and Technology (Iaast).
”L’attuale paradigma produttivo – ha detto l’esperto Usa – è sbagliato perché ha abusato di troppa chimica con il conseguente inacidimento degli oceani che è uno dei fattori scatenanti dei cambiamenti climatici. Anche l’opzione Ogm ha il difetto di sviluppare solo monocolture intensive e stiamo esaurendo i terreni dell’Argentina per avere carne in Europa.
Occorre dire basta anche ai biocombustibili – ha continuato Herren – perché non ha senso alimentare le macchine con derrate alimentari (il 6% della produzione mondiale di cereali) che andrebbero destinate all’alimentazione umana. La questione è complessa ma cambiando i consumi (meno carne) puntando di più sulla produzione locale, sviluppando il biologico e spingendo i governi a promuovere la ricerca  si può costruire una filiera agro-alimentare sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale (cibo per tutti).

Schermata sito cucina naturale 518


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Postato in Cucina Naturale, Tecniche Nuove | 6 Commenti »


6 Commenti per “Produrre, produrre, produrre, ma per cosa e chi?”

  1. Nadir Scrive il Dec 5, 2012 | Replica

    Per cosa e per chi? Ma per arricchire i personaggi che stanno dietro le multinazionali; per dare a questi individui un potere enorme gestendo il mercato delle sementi OGM … quando mi fermo a riflettere le ipotesi complottiste sulle manovre per plagiare le persone, sembrano prendere contorni definiti. Non voglio crederci, spero che sia solo un idiota smania di arricchimento.
    Ciao Chef, è stato un piacere conoscerti e spero di non averti rubato molto tempo.
    Adesso vado a studiare 🙂

  2. Emanuela Scrive il Dec 5, 2012 | Replica

    Sante parole! Però di questo Hans Herren e delle cose che dice è stato dato il giusto risalto con i mass media? Figurarsi!!!! Nei telegiornali RAI, prima si parla di politica, poi cronaca, poi di calcio e infine di gossip. Servirebbe un bombardamento mediatico su questi argomenti, finchè non creeremo la consapevolezza nel popolo e non gli stureremo le orecchie a forza, sarà difficile che qualcosa cambi in tempi brevi…..scusate lo sfogo 🙁

  3. Michele Tuveri Scrive il Dec 5, 2012 | Replica

    ciao Giuseppe, sono contento che certe questioni tornino nel blog (e vorrei anche altrove). Mi sembra importante insistere per poter dare modo, a chi magari in altre occasioni era distratto o preso da altro (capita anche a noi che adesso ne stiamo parlando), di accorgersi di certe realtà. Si puo’ contare sulla forza della consapevolezza per vincere abitudini e condizionamenti (culturali, commerciali, economici, politici, colturali), ma per ognuno è un percorso e va compiuto. Allora insistiamo. E’ difficile per tutti sapersi responsabile anche se non buttiamo personalmente acido in mare, anche se potremmo dire che sono altri a sterilizzare i terreni. A presto
    michele

  4. Giuseppe Capano Scrive il Dec 5, 2012 | Replica

    Ciao Nadir,
    il piacere è stato mio, i più grandi auguri per i tuoi progetti lavorativi.
    È vero si produce troppo anche per arricchirsi egoisticamente; rimane la semplice verità che l’arricchimento reale e duraturo è un altro, ma chi è abbagliato dal solo denaro difficilmente sa arricchirsi come persona, rimane sconsolatamente un personaggio, cioè nulla.
    A presto
    Giuseppe

  5. Giuseppe Capano Scrive il Dec 5, 2012 | Replica

    Ciao Emanuela
    scusata in pieno,
    anche perché dici solo quello che in buona parte dovrebbe essere e avvenire.
    Riguardo ai telegiornali mi rifiuto di vederli qualsiasi essi siano, onestamente con tutti i mezzi più equilibrati, immensamente più validi e autorevoli di informazione presenti in rete mi chiedo a cosa servano.
    Anche se a dire la verità quello che mi impressiona di più è chi li guarda con ossessione giornalmente, magari 2,3,4,5 diversi.
    Una diversità solo nei nomi, la desolazione e il vuoto di quello che raccontano rimane identica.
    Giuseppe

  6. Giuseppe Capano Scrive il Dec 5, 2012 | Replica

    Ciao Michele,
    come sempre mi trovi perfettamente d’accordo.
    Vorrei comunque approfondire insistere su questo tema e su tanti altri, quelli che come scrivo spesso con la cucina in apparenza non hanno nulla a che fare, mentre in realtà è proprio l’opposto.
    Solo che semplicemente è molto più facile ignorarli e concentrarsi sul nulla di chi è più bravo o meno bravo, più all’avanguardia o meno, più innovativo, creativo e tante stupidaggini del genere.
    A presto
    Giuseppe

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