Profondamente poesia

Scritto da Giuseppe Capano il 5 gennaio 2015 – 16:27 -

Prove pino daniele festambiente 2013 318La poesia si può esprimere in molti modi, ho la presunzione di pensare che si possa esprimere anche attraverso la cucina, che gli aromi, i sapori, gli odori, i profumi, le consistenze e le alternanze tra morbido e croccante possano essere strofe di poesie.
Dipende molto da chi compone ovviamente e essere tecnicamente i migliori non conta nulla, almeno personalmente penso che la poesia e quindi la cucina siano agli antipodi della tecnica pura per quanto di tecnica vivano.

Non è una contraddizione, bisogna essere tecnicamente capaci per suonare una chitarra, ma il suono che esce dallo strumento può essere o non essere melodia e poesia a prescindere da quanto si è tecnicamente bravi a suonare, per non parlare di strumenti ancora più esigenti come il violino.
E naturalmente la musica di chi compone è spesso poesia, profondamente poesia perché c’è un legame forte tra la sonorità e il testo delle parole, quando combaciano non si può parlare altro che di poesia vera, forte, profonda, intima, coinvolgente, consolante e ricca.
Queste riflessioni sono nate da sole, ma in questo giorno non potevo non collegarla a un grande musicista che è andato a percorrere altre strade lontane con la sua musica e le sue parole.
Sarà che il suo nome era uguale al mio, sarà che il calore delle parole di un dialetto del sud sono spesso sonorità di per se, sarà che la musica arriva dove altro non arriva e anche se vivi in un angolo per ripararti dal vento della vita la musica sa comunque trovarti e portarti la sua bontà e il suo aiuto.
La melodia di Pino Daniele può anche non piacere, non è certamente un obbligo apprezzarla, però ha aiutato molti ad affrontare, piangere e gioire della vita.
Compreso me.
Serviva allora scrivere almeno un grazie e augurare che le nuove strade siano piene di luce, musica e poesia.

Chitarra e poesia 518


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