Pulire, cuocere e consumare bene gli spinaci

Scritto da Giuseppe Capano il 2 ottobre 2015 – 07:44 -

Spinaci 318 foglieNell’ultima ricetta pubblicata protagonisti erano gli spinaci coadiuvati dalle preziose mandorle e da un non invadente accompagnatore, la mozzarella.
Insomma era una ricetta fortemente “spinaciosa” perdonate l’azzardata terminologia, e ricordandomi adesso il vecchio slogan di una famoso cartone animato il cui personaggio basava la sua forza sugli spinaci noto con piacere che la moderna ricerca gli da ragione.

Spesso chi lavora per divertire o di fantasia anticipa i tempi di scoperte o conferme scientifiche successive anche se viste da un ottica diversa, qui l’elemento determinante per forza e muscolo non è il ferro come nel delizioso cartone animato si vantava, ma come raccontato martedì il prezioso magnesio.
Ora per gli spinaci è per me scontata la pulizia, come tante altre cose e in più la deformazione di trovare tutto pronto al supermercato (dagli spinaci puliti, a quello congelati, a quelli cotti e pronti all’uso) lascia completamente nella nebbia più totale molte persone rispetto alla gestione corretta della materia prima “grezza”.
Magari non tanto chi è decenni che cucina, penso soprattutto alle giovani generazioni che è probabile non sappiano neanche dove crescano gli spinaci, quando e come, figuriamoci la modalità (semplice) di pulirli e cucinarli.
Brevemente lascio alcune indicazioni, per i lettori affezionati e appassionati di cucina saranno banalità, per esperienza però so che è meglio non dare per scontato nulla.
Intanto gli spinaci “veri” si trovano sui banchi del mercato o supermercato a briglie sciolte, cioè si acquistano sfusi con tutta la loro radice e la loro terra che per quanto faccia preoccupare per la pulizia è un segno bello e tangibile di ortaggi che dalla terra nascono e alla terra ci riconducono.
Ed è inutile ricordare e sottolineare che se questa terra è rispettata seguendo ad esempio il metodo biologico rispettati lo siamo anche noi che acquistiamo e consumiamo.
La prima operazione è quindi quella di separare la piccola radice dal ciuffo di foglie di spinaci e poi immergere le foglie in abbondante acqua per lavarle dalla terra, quasi sempre ci vorranno almeno 2 passaggi in acqua a seconda del carico di terra presente.
Pulite e lavate le foglie rimangono tenacemente attaccate a un buona percentuale di acqua che con infinite gocce rimane sulle foglie, questo fa già intuire come è possibile procedere a una veloce cottura.
Semplicemente mettendo le foglie lavate in una larga pentola, coprirle, accendere il fuoco e aspettare che l’acqua delle foglie diventi vapore e porti a cottura nell’arco di 5-10 minuti massimo (a seconda della quantità) gli spinaci.
Senza cuocerli troppo, senza disperdere in abbondante acqua molte delle loro preziose sostanze, senza dover possedere pentole enormi e ingombranti.
Anche perché il volume grande delle foglie crude si riduce almeno a 1/5 una volta cotte e anche in una pentola più piccola una volta aggiunti i primi si possono man mano aggiungere i restanti sapendo che si ridurranno fortemente.
Cotti così si scolano dal poco liquido presente e sono pronti ancora fragranti da rifinire mantenendo ancora un bel colore verde chiaro, possibilmente trasformati con cotture semplici come nell’esempio dell’ultima ricetta che ho pubblicato.
Poi certo potete sempre prendervi gli spinaci cotti, conditi e grassi dei tanti prodotti congelati che trovate in giro, non sporcarvi le vostre preziose mani e ridurre il tutto a una manciata di minuti nel microonde o in pentola.
In questa ottica però a parità di sostanze contenute trovo difficile vedere la differenza tra una pillola (come si immaginava in qualche film di fantascienza dello spazio) e un prodotto così confezionato.
Tanto vale buttate giù con un po’ di acqua la vostra pillola che non ha neanche bisogno di un congelatore dove stare!!!

Spinaci cotti 518


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