Quale la discriminante, il cibo o l’uomo?

Scritto da Giuseppe Capano il 14 novembre 2014 – 23:42 -

Fiori zucchina fritti 318Riprendo l’argomento frittura che sul blog è comparso spesso, a metà ottobre avevo già fatto un’analisi articolata su questa tecnica di cottura, perché Luigi Caricato, l’amico e coautore insieme a me del libro “Friggere bene”, mi ha segnalato una sua recente riflessione.
La potete trovare a questo indirizzo con l’intervento e il parere sulla frittura di due chef tra i tanti che sono stati consultati da Luigi nei mesi precedenti alla scrittura del libro per avere una panoramica generale sulle idee e convinzioni delle persone che professionalmente ne sono più a contatto.

Le risposte sono molto diverse e possiamo dire molto contrapposte, al di la dei meriti specifici bisogna rilevare come sull’argomento anche da parte di chi opera direttamente in prima linea ci sono molte zone d’ombra e convinzioni radicate difficili da smantellare.
E se succede ai professionisti figuriamoci alle singole e singoli cuochi di casa nel proprio quotidiano!!!
A febbraio terrò una lezione a Trento proprio sulla frittura e sarà l’occasione per spiegare e far capire come si sta parlando di una tecnica di cottura che di per se non è ne buona ne cattiva.
Diventa nefasta solo quando è l’uomo a farla diventare, diventa un integrazione intelligente in un contesto di corretto approccio alimentare e professionale quando l’uomo sa per cosa e come utilizzarla.
Da questo punto di vista siamo sempre alle solite, carichiamo di significato umano, scientifico e tecnico elementi di per se inerti, se è lo zucchero si grida al veleno, se le farine altrettanto e così via.
Ci si chiede mai se piuttosto che l’alimento o l’elemento la discriminante non sia l’uomo e la sua specifica ignoranza in merito?

Cover friggere bene 518


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