Quello che non riesce a fare la cultura, spesso lo fa la cucina

Scritto da Giuseppe Capano il 6 agosto 2017 – 13:43 -

Mozzarella bocconcino a metà 318Di come il mondo sia in trasformazione al di la delle nostre idee sociali e politiche e di come l’alimentazione contribuisca molto a questa trasformazione lo possiamo vedere costantemente, spesso devo dire stupendoci di come il “contesto” superi la nostra migliore fantasia.
Il ruolo del cibo rimane, come da sempre è stato e credo sarà, un impressionante fattore di condizionamento, a tavolino si può pianificare tutto quello che si vuole, dividere, chiudere, circoscrivere, vietare, ma poi la forza dirompente del cibo, della fame, del piacere organolettico, della voglia di assaporare è quella che vince sempre.

E determina l’evoluzione dei mercati e delle abitudine complessive del pianete oltre a essere spinta per cambiamenti piccoli e grandi.
Di come la mozzarella, in particolare quella di bufala campana Dop (l’originale non è quella in foto così prevengo qualsiasi polemica pretestuosa), arriva a conquistare e quindi portare sapori e tipicità Italiana in ogni angolo del globo ci racconta una recente notizia.
Di stampo semplicemente commerciale, ma appunto per questo significativo del cambiamento del mondo malgrado ripeto i nostri pensieri e desideri.
La notizia è che si è arrivati a commercializzare circa il 25% della produzione di mozzarella di bufala campana Dop esclusivamente per il mercato e i consumatori di fede islamica con certificazione “halal” conforme ai dettami del Corano.
Per gli usi dei paesi interessati la certificazione “halal” è un importante requisito, il significato è da attribuire al sostantivo arabo che significa “lecito”, che garantisce la possibilità certa di consumo da parte dei musulmani osservanti nel rispetto delle leggi islamiche.
Di per se una certificazione come tante per quanto a noi possa sembrare strano, nel mondo ebreo ad esempio esistono protocolli ancora più severi, particolari e stringenti in rispetto ai credi locali.
Le differenze della mozzarella di bufala “halal” non sono da ricercare nel prodotto ma nel percorso lavorativo come avviene spesso per le certificazioni.
Sono previsti, infatti, vincoli specifici della religione islamica come l’utilizzo di prodotti senza alcol per la pulizia degli impianti e l’impiego di caglio di origine animale certificato “halal”.
Tutto questo con la verifica di rappresentanti della filiera islamica sulla correttezza dei procedimenti e l’assenza di sostanze che potrebbero rendere il prodotto non conforme.
Se per i produttori di mozzarella il dato ha un puro significato di migliore performance commerciale e di fatturato a noi fa capire come il cibo riesca ad essere un grimaldello importante per portare una fetta della nostra socialità acquisita al di la di confini prima impensabili.
E di come il mondi cambi e si trasformi a prescindere da tutte le cattive tendenze presenti in ogni angolo geografico, soprattutto quelle che vorrebbero creare confini, muri, spazi chiusi e asettici.
Quello che non riesce a fare la cultura, spesso lo fa la cucina!!!

Mozzarella bocconcino intero 518


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