Rimanere fedeli a un sogno e una speranza

Scritto da Giuseppe Capano il 2 gennaio 2015 – 22:14 -

Mela solitaria 318Per il primo post dell’anno voglio raccontarvi di una bella immagine che mi ha colpito calpestando i sentieri di questo nuovo anno nell’estremo nord dell’Italia.
Passeggiavo per una vecchia strada sterrata in val venosta attraverso gli infiniti campi di mele che in questo periodo sono spogli e appaiono abbandonati a se stessi, un immagine molto lontana dalla loro apoteosi autunnale o di quella primaverile quando i bei fiori bianco rosa punteggiano i rami contorti.

Una fase della vita, un passaggio essenziale per poi ritornare a fiorire di nuovo e passare dai fiori ai frutti, le succose e deliziose mele di questa valle.
In un susseguirsi di passaggi naturali di vita che altro non sono che le stagioni, elementi per quanto turbati dal tempo meteorologico ancora con una loro forte valenza!
Camminando mi hanno colpito alcune mele rimaste ancorate ai loro rami con tutta la forza che rimaneva dopo il passaggio degli uomini a far razzia di frutti.
Tutta la loro forza e tutto il loro amore per restare accanto il più possibile a chi aveva donato la vita, una resistenza epica per arrivare a questi primi giorni di gennaio nel gelo della notte stellata e dl freddo che scende parecchio sotto zero.
Scartate forse perché piccole o mimetizzate bene dalle foglie verdi di settembre, sono rimaste fedeli paladine dei loro rami e per una sorta di magia nessun uccello le ha infastidite, non sono passate ad essere cibo in ogni caso, ne dell’uomo ne degli animali.
Ho ammirato molto queste mele, trovo che abbiano in se un messaggio forte per chi le osserva e ne sa cogliere la grande poesia che hanno dentro.
Poesia di fedeltà, perseveranza, amore e credo nel proprio destino, un non lasciarsi andare alla solitudine di non vedere più le tante sorelle rimanendo fedeli alle origini.
Orgoglio di rimanere e non andare, rimanere fedeli a un sogno e una speranza.
Un insegnamento per molti umani.

Mela solitaria 518


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