Ruolo della frutta secca e funzione degli alimenti

Scritto da Giuseppe Capano il 15 settembre 2016 – 22:23 -

zucchineHo parlato molto spesso su queste pagine del ruolo estremamente positivo della frutta secca in guscio, continuamente numerosi studi ne mettono in risalto la valenza verso le più moderne patologie.
A volte in chiave curativa se il consumo di frutta secca è associato a uno stile di vita corretto soprattutto in campo alimentare, spesso come forte e efficace strategia di prevenzione verso gli incidenti di percorso a cui l’organismo può andare incontro.

Ma al di la di queste importantissime sostanze salutistiche il quadro generale della frutta secca è molto interessante come composizione, abbiamo ad esempio un introito di preziosa fibra notevole e importante.
Ancora di più interessa sottolineare la quota proteica di questi cibi che può aiutare in concreto a equilibrare l’apporto complessivo di un pasto in particolare se questo e a struttura prevalentemente vegetale.
È noto infatti che alcune delle problematiche più rilevanti in un’alimentazione di tipo vegetariana o vegana riguardano la copertura proteica che può rischiare di essere troppo monotona e ripetitiva o non essere sufficientemente completa.
Non è certo il caso di allarmarsi oltre misura perché di fatto possiamo arricchire di proteine le nostre preparazioni di origine vegetale in molti modi senza per questo dover ricorrere a carne e pesce.
Abbiamo a disposizione un lungo elenco di ingredienti sani facilmente reperibili, lavorabili e trasformabili, dai nostrani legumi ai prodotti di derivazione della soia e di tradizione asiatica, alle comuni uova per chi è semplicemente vegetariano.
Quando però per qualsiasi motivo non è possibile integrare con queste soluzioni l’apporto proteico la frutta secca in guscio, per intenderci le comuni mandorle, nocciole, pinoli, noci, anacardi e arachidi, può diventare una soluzione molto interessante e pratica.
Basta pensare che 100 g di pinoli hanno quasi 32 g di proteine presenti e le ottime mandorle 22 grammi, quote notevoli a prescindere.
Certo non bisogna esagerare nelle dosi perché insieme alle proteine c’è un elevata presenza di grassi e calorie, ma se vediamo il tutto con una funzione integrativa di supporto riusciamo a trarre i benefici migliori.
Facciamo un esempio concreto e semplice con un ortaggio comune che ancora per qualche settimana è di stagione.
Se volessi fare una crema di zucchine per farcire del pane integrale, una focaccia o accompagnare altre verdure posso immaginare di cuocere le mie zucchine nel modo preferito (trifolate, a vapore, sulla griglia, ecc) e poi frullarle riducendole in crema con l’aggiunta di un 10-20% di mandorle o pinoli.
In questo modo ottengo una crema molto gustosa e con un apporto di proteine decisamente maggiore rispetto alla sola preparazione vegetale.
Un piccolo esempio per capire come vedere la funzione degli alimenti da angolazioni diverse.
Spesso si tratta di solo saper interpretarne il ruolo modulando semplicemente dosaggi, abbinamenti e interazioni!!!

Frutta secca 518


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