Sbatti il mostro arsenico in prima pagina

Scritto da Giuseppe Capano il 10 maggio 2016 – 22:31 -

Riso Thay 518Riprendo e riporto in questo post la risposta che ho dato all’ottimo Michele che da moltissimo tempo mi segue sul blog e con cui ho spesso scambiato e scambio piacevolissime conversazioni sui temi di alimentazione e salute.
Mi riporta preoccupazioni lecite sul riso frutto di un ondata di allarmismo che come spesso capita nasce da dati reali scientificamente documentati, ma amplificati solo per scopi che sono l’opposto di una corretta informazione e educazione interpretativa.

Anzi non temo nel definirli sciacallaggi mediatici che nella rete virtuale che ci avvolge tutti trovano un terreno fertilissimo tanto a nessuno è richiesto di dimostrare con documentazione quanto denunciato a gran voce preannunciando spesso catastrofi e sciagure a non finire.
Ma la domanda e preoccupazione di Michele era più che lecita, giusta e opportuna dopo che ho ieri enfatizzato la mia prossima cena a base di riso, di conseguenza rispondere era un dovere per chi come me si occupa di alimentazione, cucina e salute.
Tema del contendere l’arsenico che negli ultimi 20 anni circa è stato oggetto di studio rispetto ai rischi sulla salute umana cercando di capire le fonti di assimilazione, i contesti, i soggetti più a rischio, i cibi e gli alimenti che potenzialmente ne possono contenere di più.
Diciamo subito che l’arsenico è in ottima compagnia perché virtualmente non c’è sostanza presente in natura che non arrivi a portare teoricamente danni all’organismo umano, neanche quelle che pensiamo siano le più sane in assoluto.
Così insieme all’arsenico oggetto di studio sono il cadmio, il cromo, il mercurio, il piombo e moltissimi altri minerali in un contesto che a monte vede, come sempre, una questione di dosaggi, quantità, scelte alimentari e stili di vita.
Tornando al riso come dicevo a Michele si parte da un presupposto vero, cioè l’arsenico è contenuto nel riso in percentuali di una certa rilevanza così come in molti altri alimenti; questo accade per molti altri minerali potenzialmente tossici come ho già detto (cromo, mercurio, cadmio, ecc).
Rispetto all’arsenico per chi ha voglia di approfondire con certezza scientifica c’è un ottimo materiale documentale in particolare sul sito dell’EFSA che chiarisce diverse cose lasciando allo stesso tempo dei dubbi del tutto normali.
È bene dire che questo accade con quasi tutto, cioè su molte sostanze (spesso a doppio effetto, ovvero sia benefiche che tossiche in base a dosaggi, provenienza, forma, soggetto che ne assume le dosi, ecc) vi sono sempre aspetti chiari e aspetti per nulla chiari.
Semplicemente abbiamo ancora molte lacune sulla conoscenza delle sostanze naturali che consumiamo ed è frequente ribaltare convinzioni radicate a distanza di pochi anni dopo che nuove scoperte hanno chiarito meglio ciò che prima non si capiva o veniva interpretato male.
Tornando all’arsenico nel riso estrapolo alcune considerazioni presenti sul sito EFSA che fanno capire molto a mio avviso:
“…………………..L’arsenico è un contaminante largamente diffuso, sia in natura sia in esito ad attività umana. Sono i prodotti alimentari la principale fonte di esposizione per la popolazione europea in genere. Le principali fonti di assunzione di arsenico inorganico sono i cereali e i prodotti a base di cereali, gli alimenti per usi dietetici speciali (ad esempio le alghe), l’acqua in bottiglia, il caffè e la birra, il riso e i prodotti a base di riso, il pesce e le verdure.
Nell’ottobre 2009 il gruppo di esperti scientifici CONTAM ha adottato un parere scientifico sull’arsenico presente negli alimenti, vertente per lo più sull’arsenico inorganico, forma più tossica in cui può apparire l’arsenico. Il gruppo ha raccomandato che l’esposizione all’arsenico inorganico venga ridotta. Nel marzo 2014 l’EFSA ha aggiornato la propria analisi sulla presenza di arsenico negli alimenti in Europa. Gli specialisti dell’Autorità che si occupano di dati hanno affinato le proprie stime dell’esposizione alimentare a lungo termine (‘cronica’) all’arsenico inorganico, avendole riscontrate più basse di quelle riferite in precedenza dall’EFSA………………”
Come si vede dalla prima parte gli alimenti di cui in teoria preoccuparsi rispetto all’arsenico sono un bel gruppo, anche se è vero che il riso ha percentuali relativamente maggiori rispetto al resto e ancora di più quello integrale per il semplice motivo che è integro quindi con tutte le sostanze lasciate da madre natura o introdotte dall’uomo.
Per cui se coltivo il riso con acqua in cui sono presenti alte percentuali di arsenico e in più uso sostanze chimiche che ne contengono il chicco  le assimila nella sua integrità, un accumulo parzialmente evitabile con la raffinazione.
Ora in realtà l’allarme vero rispetto al riso ha riguardato in particolare i bimbi fino a 3 anni di vita per i quali spesso si utilizzano i derivati del riso (pensiamo al semolino, alla farina, alle bevande vegetali, ecc) in maniera elevata a fronte di una varietà di altre sostanze alimentari consumate limitata e una capacità di difesa dell’organismo minima.
Qui si è deciso di intervenire abbassando la soglia di tolleranza di arsenico nei prodotti destinati all’infanzia e raccomandando di variare il più possibile le fonti di introito alimentare.
Lo stesso consiglio che basta seguire quotidianamente per restare lontani dall’accumulo di molte sostanze pericolose spesso concentrate per un motivo o per l’altro in determinate categorie di cibi senza che ci sia bisogno di fare sciacallaggio su questi cibi o definirli, come tristemente spesso succede, veleni.
Se sarà il caso approfondirò il tutto, personalmente mi sono già documento moltissimo a proposito, consiglio serenamente però di saper valutare sempre a 360 gradi le notizie di cui si viene a conoscenza.
Che siano alimentari o no!

Riso integrale 518


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2 Commenti per “Sbatti il mostro arsenico in prima pagina”

  1. Michele Tuveri Scrive il mag 11, 2016 | Replica

    ciao Giuseppe, buongiorno!
    Ti ringrazio della risposta ampia e argomentata e dell’attenzione che dedichi a questi argomenti. Nel mio piccolo, cercherò di tenere gli occhi aperti e l’alimentazione più varia possibile.
    A presto
    michele

  2. Giuseppe Capano Scrive il mag 11, 2016 | Replica

    Grazie a te Michele per l’opportunità di approfondire che viene proprio da stimoli come questi altrimenti mi perdo nelle mie mille cose da fare!!!
    A presto
    Giuseppe

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