Scegliere al meglio la farina di riso

Scritto da Giuseppe Capano il 22 febbraio 2017 – 22:48 -

Farina di riso integrale autoprodotta 318Abbiamo visto nella prima parte l’utilizzo della farina di riso di base cioè quella più diffusa derivata dalla macinazione dei chicchi bianchi raffinati che per la natura stessa della materia prima se tecnicamente è un buon prodotto altrettanto non si può dire dal punto di vista nutrizionale.
Prima di vedere e parlare di qualcosa di meglio se scegliete una farina di riso bianca fate attenzione perché non sono tutte uguali, cambia intanto se l’origine è biologica, ma soprattutto di quale tipo di riso, se ne volete una particolarmente profumata sceglietene una derivata dai risi orientali tipo il basmati, tahy o lo jasmine.

Il profumo e l’aroma non ha paragoni alla stregua dei sentori di quando si lessano o cuociono a vapore questi risi, se avete presente nell’aria c’è una sensazione di benessere incredibile.
Una differenza grande che sentirete soprattutto nei dolci e nelle paste fresche dove l’amalgama dell’insieme riesce a trattenere meglio profumi e sentori di queste farine di riso particolari.
Ma dicevo che c’è di meglio per l’utilizzo in cucina, si tratta della farina di riso integrale che ben vedete in foto con la sua differenza di struttura ben marcata rispetto alla bianca, potete confrontare le immagine tra il post di oggi e quello di ieri.
Dal punto di vista alimentare non c’è paragone, quella integrale è un’ottima alternativa a quella bianca grazie al maggior contributo in termini di fibre, vitamine (del gruppo B) e sali minerali.
Ma a noi qui interessano più che altro gli aspetti tecnici di cucina e subito si può notare una efficienza tecnica maggiore rispetto alla versione raffinata dovuta alla presenza delle fibre.
Queste aumentano la predisposizione a conservare umidità e liquidi legandosi più facilmente con gli aggreganti degli impasti come acqua, uova, latte, bevande vegetali, ecc.
Una caratteristica che favorisce l’unione di materie prime diverse con il risultato di composti finali più asciutti e più facili da lavorare nel momento in cui, ad esempio, si devono ridurre in sfoglie.
Ricordo infatti che i composti senza glutine hanno un difetto di fondo non da poco quando devono essere stesi e utilizzati per torte e paste fresche, i bordi tendono a creparsi con facilità e l’elasticità complessiva è precaria e instabile.
La farina di riso integrale aiuta in questo senso, non aspettatevi miracoli improvvisi e risolutivi, una mano concreta e utile però si.
Altro aspetto importante è la propensione maggiore di questa farina nel trattenere l’anidride carbonica durante le fasi di lievitazione e fermentazione, un indicazione utile nel momento in cui dovete realizzare impasti da pane o pizza.
Ma quanto è diffusa questa farina di riso? Molto meno indubbiamente anche se si sta affermando sempre di più.
Tutto sommato può essere però un problema relativo superabile con un piccolo mulino elettrico, in alternativa con un robot da cucina potente che è più facile avere in casa.
Anche quella che vedete nella mia foto è stata fatta così non avendo trovato, perché finita, la farina di riso integrale dal mio abituale negozio di fiducia.
Non mancando mai il riso integrale in casa mia la soluzione è stata ovvia e semplice, frullare al massimo i chicchi e setacciarli in 2-3 passaggi ricavano la farina che vedete.
Quindi non avete più molte scuse per non usare da ora in poi questa versione di farina di riso!!!

Farina di riso integrale autoprodotta 518


Tags: , ,
Postato in Alimenti, Cibo, Impasti, Mondo alimentare, Trucchi e consigli | Nessun commento »

Aggiungi un commento