Se la cucina riesce a portare un contributo, un aiuto, una speranza

Scritto da Giuseppe Capano il 28 febbraio 2016 – 12:25 -

Mousse di ceci Cena mandacarù 27-02-16 518Sono foto rubate al volo del corso di cucina che ho portato avanti ieri a Trento in collaborazione con la cooperativa Mandacarù di cui ho già parlato qualche giorno fa.
La qualità delle foto è quella che è, ma oltre dovendo tenere la lezione e rispondere alle domande di chi partecipava non sono riuscito a fare, d’altro canto ciò che dovrebbe contare è la qualità e bontà di quello che si consuma non tanto l’abito di racconto con cui si presenta.

E non a caso al pubblico numeroso di ieri è interessato soprattutto questo con grandi apprezzamenti, nella foto sono presenti la mousse di ceci che ho già presentato sul blog questa estate, una zuppa di lenticchie con riso rosso e un semplice dessert finale a base di kiwi.
Del dessert volevo mettere la ricetta prossimamente e magari anche quella della zuppa, ma spero prima di riuscire a fare qualche foto migliore di queste!!!
Ma il bello di queste lezioni singolari non sono tanto i buoni piatti proposti che sono la parte di soddisfazione organolettica finale, un piacere sensoriale gratificante che tuttavia è piccola cosa.
Insieme alla cucina e ai piatti ci sono i prodotti, le persone, l’ambiente, la società, il bene e il male di un mondo dove la storia si ripete all’infinito con il più forte economicamente che vuole sopraffare il più debole per essere sempre più ricco e continuare a godere dei vantaggi esclusivi che possiede.
Così tra la spiegazione di una ricetta e un altra abbiamo visto dove si producono i prodotti del circuito equo e solidale, ma soprattutto abbiamo visto le persone che li producono.
Guardato i loro occhi, i volti, le espressioni, le rughe, i lineamenti, lo spirito e l’anima che da una toccante sequenza di ritratti veniva fuori.
Ritratti a testimonianza di “chi è stato”.
Chi domani potrebbe non esserci più in questo mondo cancellato dalla viltà del forte, la nullità che ha bisogno di vestirsi di potere per giustificare se stessa.
Guardare questi volti è importante, serve a ricordare e soprattutto a capire, non è necessario conoscere le lingue, basta guardare, in particolare gli occhi, li si leggono infiniti messaggi, storie, sentimenti, passioni, sogni e bisogni.
Per quanto mi riguarda la cucina non è nulla se non viaggia in parallelo al mondo, al mondo vero, alla società, a chi lotta e porta avanti percorsi difficili di giustizia globale.
La cucina non è televisione, non è fregiarsi di stelle, essere avanguardie o maestri di chissà cosa, per me è vita come tante altre cose che sono nobili se alla vita riescono a portare un contributo, un aiuto, una speranza.

Cena mandacarù 27-02-16 518


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