Servire lo stesso piatto in maniera differente

Scritto da Giuseppe Capano il 28 marzo 2015 – 22:55 -

FAO 318 sfondo bluParto da un dato che ho letto nella ultima newsletter di AIAB, l’associazione Italiana per l’agricoltura biologica,  riguardo alla produzione di cibo nel mondo.
Riprende un analisi della FAO che mette in luce come attualmente per ogni persona sono disponibili (attenzione che si tratta di una media, è chiaro che chi muore di fame in Africa ha ben altre situazioni alimentari quotidiane) circa 2.940 calorie al giorno pro-capite.

Una cifra che nel 2030 arriverà a 3.050 ovvero oltre il 50% in più dell’energia realmente necessaria a ogni individuo che vive nella società di oggi con i suoi ritmi blandi e la sedentarietà imperante.
Per il nostro metabolismo occidentale, infatti, una media di circa 2000 calorie giornaliere sono più che sufficienti per coprire le esigenze fisiologiche fatto salve particolari condizioni ambientali o personali.
La produzione di cibo attraverso l’agricoltura, l’allevamento e la pesca è in questa ottica talmente sovradimensionata da poter virtualmente sfamare una popolazione totale di almeno 10 miliardi di persone.
Considerando che attualmente siamo 7 miliardi e nel 2050 al massimo 9,5 appare evidente una situazione di terribile corto circuito produttivo e di profonda ingiustizia sociale.
Si produce troppo anche per il ricco mondo occidentale benestante e si spreca moltissimo, si butta moltissimo.
Eccesso di calorie in occidente, aumento esponenziale delle malattie legate al cibo, massa corporea degli individui fuori controllo con casi di sovrappeso e obesità sempre più diffusi.
Al contempo ampia fetta di popolazione mondiale denutrita, ricattata direttamente o indirettamente dal cibo, sfruttata in funzione della produzione di cibo per i paesi ricchi.
E ancora risorse globali del pianeta depredate senza alcuna considerazione di prospettiva a medio lungo termine, mancanza di lungimiranza e rispetto per la terra coltivata, sfruttamento incivile del mondo animale, arricchimento di pochi eletti.
Possiamo pensare che questo ci porti lontano?
Chiaramente non possiamo pensarlo, probabilmente però non perché non riteniamo giusta la situazione produttiva attuale, tutti i suoi squilibri e le sue ingiustizie.
Non possiamo pensarlo semplicemente perché non lo conosciamo e ancora peggio ci rifiutiamo di conoscerla.
Chi sa ha dunque il dovere di far sapere e a prescindere dalla professione che fa prendersi carico attraverso il personale lavoro di dimostrare nella pratica più che nella teoria che è possibile servire lo stesso piatto in maniera differente senza per questo togliere piacere e gioia a chi lo consuma.
Perdonatemi la metafora di mestiere, ma mi sembrava particolarmente efficace!!!.

Abbondanza alimentare 518


Tags: ,
Postato in Cibo, cultura e società, Mondo alimentare | Nessun commento »

Aggiungi un commento