Un altra magia del mortaio

Scritto da Giuseppe Capano il 12 aprile 2016 – 23:27 -

Pesto di luppolo 318Bene, i ravioli ripieni con i getti apicali del luppolo selvatico che avevo intenzione di fare e poi descrivervi qui sul blog sono stati fatti e sono risultati anche molto gradevoli.
Meno bene aver finito molto tardi per un accumulo di improvvisi impegni di lavoro, anche se molti telefonici a dispensare consulenze varie per i diversi progetti che seguo.

Aver finito tardi significa che per oggi non riesco proprio a occuparmi delle foto e prepararle, ne a scrivere tutto il testo della ricetta con i relativi dettagli, per cui dovrete pazientare ancora domani.
Del resto la ricetta è stata un po’ più elaborata di quanto pensassi perché di fronte ai getti del luppolo lessati la tentazione di trasformarli non solo nella farcia di ripieno dei ravioli, ma anche in un condimento apposito è stata troppo forte e irresistibile.
Del resto l’obbiettivo era soprattutto quello di valorizzare al massimo questa ottima erba di campo e cosa poteva esserci di più perfetto se non farla ritrovare nella farcia e nel condimento?
Avevo accanto il mio fedele mortaio, quel arcaico strumento magico con cui si riescono a creare condimenti, salse, essenze vegetali e alchimie tra buon olio e buone erbe.
E si riescono a creare in maniera unica malgrado lo strumento abbia sulle spalle gli stessi anni di quei primi uomini antichi che battendo un sasso su un altro a forma di contenitore con dentro le sostanze vegetali commestibili dell’epoca hanno iniziato il processo di nascita e formazione della cucina arrivato poi fino a noi.
Questa unicità non è replicabile con nessuno degli strumenti moderni per quanto sofisticato e potente, possono raccontarvi e raccontarmi quello che vogliono e lo può fare anche il miglior venditore di questo mondo, ma no non è proprio replicabile mi dispiace.
Se volete sentire l’anima di un condimento dovete rassegnarvi a fare fatica, battere il pestello nel mortaio, lavorare di polso, stancarvi e allo stesso tempo rimanere senza parole nel vedere trasformate foglie, frutti, bacche e semi in una sensuale pasta colorata che l’olio alla fine arriva a sposare felice e sorridente.
Insomma per farla breve  i getti del luppolo sono diventati uno squisito, semplice, bello, caloroso e colorato pesto che ha avuto l’onore di accompagnare i ravioli.
E la sua bellezza unita alla bontà è stata tale che ha meritato una foto tutta sua come alle celebrità che si rispettino.
E per oggi accontentavi della foto, domani ne ascolterete anche il racconto!!!

Pesto di luppolo 518


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