Un angolo di natale non si nega a nessuno

Scritto da Giuseppe Capano il 23 dicembre 2011 – 23:40 -

Pranzo etnicoPer quanto ognuno di noi conservi una propria convinzione rispetto alla religione e alle tradizioni, un angolo di natale non si nega a nessuno e non si può neanche pensare che non esista solo perché abbiamo altre fedi e credi.
Intanto perché al di la dell’essere o meno d’accordo con i riti di una religione specifica il momento del natale oramai ne travalica i significati puramente dottrinali, è una pausa di ritrovo e convivialità che ci concediamo per riappropriarci di sentimenti d’amicizia, fratellanza e vicinanza che sono universali e malgrado tutti i tentativi non sono proprietà di nessuna disciplina morale.

Per questo motivo potevamo negare un momento conviviale a un gruppo di donne fuggite dalla disperazione e dal dolore di uomini “non uomini” la cui unica e vera fede è la violenza?
Certamente no e così alla fine di un breve corso di cucina di aiuto e formazione dedicato ad alcune donne con storie da brivido alle spalle ci è sembrato giusto lasciare a loro campo libero e farle diventare per un giorno le nostre “maestre di cucina” preparando i piatti della loro terra che più sentivano propri.
Così sono tornato per un giorno con molto piacere a essere un umile e attento assistente del lavoro altrui, osservando e aiutando quando necessario senza mai avere pretesa di cambiare metodologie, abitudini, usi e consumi.
Anche quando diverse cose fatte erano palesemente nutritivamente poco corrette, insomma era natale anche per loro per una volta ho chiuso entrambi gli occhi altrimenti severi.
Intendiamoci non hanno fatto nulla di veramente trasgressivo in negativo, diciamo che la concezione di cucina corretta e sana è comprensibilmente sconosciuta a chi ha il problema di sopravvivere giorno dopo giorno in condizioni poco agiate, per non dire di peggio.
Comunque ecco elencati alcuni piatti preparati: dal Kenya “Mukimo”, dall’Eritrea “Zigni”, dal Camerun “’ndolè”, dalla Nigeria “African beans”, e diverse altre cose. Spero che il nome dei piatti non contenga grossi errori.
Ma non era sulle ricette che volevo soffermarmi quanto sui concetti di salato, piccante, buono, fragrante, croccante, profumato, ecc e sulla variabilità della scala di valori in base alla cultura e tradizione dei diversi angoli del pianeta.
Un esperienza di una giornata molto interessante. Anche osservare il modo di tagliare, mescolare, impastare, regolare i tempi, i passaggi, i concetti di soffritto, fritto, lessatura e molto altro è estremamente formativo.
Una formazione professionale solo in parte, in realtà una formazione umana di crescita che attraverso i gesti di cucina fa capire molto più di tante parole, libri e discorsi altisonanti.
Una giornata che dovrebbe essere messa obbligatoria almeno una volta all’anno, e non solo per chi opera nell’ambito professionale, ma per tutti, proprio tutti, anche i presunti potenti e affini.
Aiuterebbe a sradicare l’idiozia di chi ha già classificato dentro di se il mondo in buoni e cattivi, e naturalmente crede di essere in assoluto dalla parte dei buoni, a prescindere da ogni gesto inconsulto o decisione deplorevole che si permette di fare.
In poche parole aiuterebbe a guarire gran parte dell’ignoranza culturale che ci circonda, quell’ignorare consapevole o meno il valore umano degli altri, quell’ignorare che non conosce pause, neanche a natale.

Pranzo etnico


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2 Commenti per “Un angolo di natale non si nega a nessuno”

  1. Opzioni Binarie Scrive il dic 25, 2011 | Replica

    Trovo che ogni piatto puo’ essere modificato in modo da non essere molto ricco di calorie, pero’ buono e pieno di sapore.
    Questo sito e le ricette mi aiutano molto a trovare questo bilancio che per me e’ molto importante.

  2. Giuseppe Capano Scrive il dic 25, 2011 | Replica

    Grazie l’obbiettivo del blog è anche questo, aiutare il più possibile chi lo segue fornendo soluzioni pratiche e non troppo complicate.
    Continuate a seguirci il blog si arricchirà sempre di più.

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