Un buon gesto tecnico in cucina

Scritto da Giuseppe Capano il 20 maggio 2015 – 23:05 -

Taglio con coltello 318Quale è il segreto per un buon gesto tecnico in cucina è una domanda ricorrente e frequente, l’immagine che si ha di un professionista che muove le sue mani usando un coltello, ad esempio, impressiona sempre e genera spesso idee approssimative sulle specifiche abilità.
Bisogna secondo me, mi soffermo qui su aspetti che credo possano tornarvi utili, considerare tre punti fondamentali che sono inerenti questa professione come molte analoghe.

Il primo è che serve per prima cosa qualcuno che sappia instradare e insegnare il gesto tecnico esatto, quello che a parità di energia investita porta a ottenere i risultati più fruttuosi e utili, diciamo un buon maestro o a volte anche un buon manuale anche se l’empatia di un maestro in carne e ossa è insuperabile.
Appreso il primo passo serve poi tanto, tanto allenamento, serve provare e riprovare, sbagliare e risbagliare, correggere e ricorreggere, affinare e perfezionare fino ad arrivare al livello migliore possibile rispetto alle proprie capacità.
Ricordate bene questo che sembra una sottigliezza ma così non è, il livello migliore possibile rispetto alle proprie capacità è estremamente importante farlo proprio senza avere o provare alcun senso di inferiorità o superiorità rispetto agli altri.
Il terzo punto è più complesso, ma è l’unico che consente di perfezionare al meglio il gesto tecnico, si tratta di capire l’importanza dei sensi e la loro interazione contemporanea spostando l’attenzione su quelli che realmente guidano durante il gesto tecnico.
Quando si usa un coltello entrano in gioco tutti i sensi per quanto sembri difficile da capire, ma per semplificare potremmo dire che sicuramente due sono coinvolti in maniera più comprensibile.
Il tatto tramite le mani e la vista tramite gli occhi con questa ultima che per molti sembra essenziale e prioritaria su ogni altro senso o elemento.
Non è pensabile per le persone comuni, infatti, poter tagliare senza gli occhi che guardano e controllano e questa convinzione non lascia vedere la reale verità che sottintende al buon gesto tecnico.
Perché in realtà ciò che guida e consente di realizzare un buon taglio senza ferirsi o farsi male non è la vista, ma il tatto, sono le mani l’anima del gesto tecnico e usano prevalentemente il tatto e non la vista.
I veri occhi sono le mani tanto che un professionista preparato sa tagliare anche a occhi chiusi perché sa che a guidarlo sono le sue mani, fedeli osservatori e controllori.
Il mio invito non è a provarci, prima bisogna sentirsi pronti, però provate a riflettere con più accuratezza su quanto i sensi sono un cardine basilare per il buon gesto tecnico e su come non sempre il nesso che si ritiene prevalente sia quello che realmente conta e faccia la differenza.

Taglio con coltello 518


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