Un contributo al mondo e alla natura

Scritto da Giuseppe Capano il 18 dicembre 2014 – 22:30 -

Monarca 518In quei dieci minuti di pausa che mi sono concesso oggi guardavo un documentario sulla farfalla Monarca, questo splendido e colorato insetto che si distingue per la bellezza delle ali e per le doti incredibili di volatore.
Questa farfalla deve la sua fama per la straordinaria migrazione di massa di ogni inverno, milioni di esemplari fanno la spola tra la California e il Messico, un viaggio epico di quasi 5 mila chilometri.

Sono le uniche farfalle a compiere un viaggio così pesante sfidando le intemperie con una strategia straordinaria, di fronte a vento, tempesta e pioggia sanno sempre fermarsi in un riparo prima che arrivi il peggio ripartendo appena le condizioni atmosferiche ritornano ottimali.
E non parliamo di una manciata di farfalle, la stima è che questi sciami si aggirino intorno ai 100-150 milioni di esemplari, una sorta di intelligente mega organismo vivente visto che a parte la distanza coperta queste farfalle conoscono già la strada, e seguono le stesse rotte intraprese dai loro antenati arrivando a posarsi sul medesimo albero dei loro predecessori.
Questo spettacolo della natura è minacciato sempre di più dai cambiamenti ambientali, le farfalle tornano in luoghi secolari compromessi dall’invadenza dell’uomo che specula sul taglio del legno o è spinto da altri interessi economici.
Un degrado ambientale che non riguarda solo le Monarca, venendo a noi si assiste in questi anni alla moria di milioni e milioni di api nel silenzio più assoluto a parte chi ama questi animali e cerca con tutte le proprie forze di contrastare il problema.
Certo ci sono dietro interessi economici nel voler salvaguardare le api produttrice del sublime miele, ma chi fa questo lavoro ha soprattutto in se amore e passione per animali e natura oltre alla lungimirante consapevolezza che il loro declino e in generale il declino degli insetti può diventare il declino dell’uomo.
E non è esagerazione!
Potrebbe esistere una cucina senza miele? No non potrebbe, potete raccontarmi quello che volete ma non potrebbe, conosco alla perfezione tutti i sostituti eppure nessuno può arrivare alla carica organolettica e all’intensità aromatica del miele perché in quella carica c’è l’anima di uno straordinario essere vivente.
La cui vita, la buona e sana vita, dovrebbe preoccupare anche noi cucinieri, dovremmo sentirne una qualche responsabilità perché un po’ come si racconta ai bambini i vasetti di miele non crescono sugli alberi o sottoterra, se ci sono è grazie a piccoli esseri viventi accuditi e seguiti da uomini immersi nella natura.
A me pare che manchi qualcosa a questa nostra professione, un collegamento più diretto e responsabile con il mondo di chi produce, sentire le loro storie e i loro problemi non è una perdita di tempo, significa capire meglio il nucleo intimo della materia prima che poi ci ritroviamo in cucina.
E nelle nostre scelte su cosa e come cucinare dovremmo far rientrare anche i riflessi del mondo produttivo e saperlo aiutare scegliendo con più consapevolezza i percorsi e le trasformazioni del cibo.
Forse oltre a preoccuparci dell’estetica del piatto, della ricerca tecnica fine a se stessa, delle elaborazioni spinte, degli aspetti salutistici e dietetici dovremmo fare scelte importanti che sappiano tenere conto di tutto ciò che ruota intorno al cibo.
Potremmo così portare un contributo al mondo e alla natura e questo dovrebbe essere una delle migliori soddisfazioni da provare e di cui vantarsi senza per questo sminuire tutto il resto.

Miele di castagno 518


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