Un festival sul latte e alcune riflessioni

Scritto da Giuseppe Capano il 4 maggio 2014 – 22:22 -

Panorama lavorazione formaggio 318 2014 festival latteTra le tante cose da vedere in questa domenica ho rivisitato nuovamente il festival del latte tenuto qui in trentino tra le vie del paese che mi ospita.
Ora al di la del pensiero di ognuno sul consumo opportuno o meno del latte vaccino è indubbio che la sua lavorazione e trasformazione magica in prodotti della tradizione rimane una forma di cucina parallela che si porta dietro l’autorevolezza di un passato tangibile e concreto.

Personalmente so due cose rispetto ai prodotti derivati dal latte.
La prima è che ci sono una serie di mie ricette di cucina vegetariana che senza formaggi non avrebbero senso di esistere e piuttosto che stravolgerle con invenzioni acrobatiche quanto irrealistiche preferisco proporre ricette nuove e calibrate in maniera più oculata e studiata.
La seconda è che una cucina buona e gustosa senza i prodotti derivati dal latte è possibile anche se la soluzione è spesso più difficile di quanto si possa credere e far credere soprattutto quando si mette in relazione il terzo elemento oltre a bontà e gusto, la salute.
Non molto tempo fa ad esempio sono stato a provare una sorta di fast food vegano (che già il concetto in se lascia perplessità grandi come oceani!!!) e uscito da li la sensazione è stata quella di aver mangiato pura plastica.
C’era l’imitazione di tutto, ridicola l’imitazione della carne, ma ancora più assurda quella del formaggio, ma di questo ne parlerò in un apposito post su questa “triste” visita gastronomica.
Ritornando al latte tradizionale e ai suoi derivati non è certo un problema se non si desidera consumarli (o per lo meno qualche problema per alcuni soggetti non particolarmente attenti all’equilibrio nutrizionale quotidiano potrebbe esserci), per di più ci sono persone che per quanto lo desiderino consumarli non possono per motivi di incompatibilità tra il loro organismo e i latticini.
Però lasciamo almeno l’onore di riconoscere a queste forme di lavorazione, per lo meno a quelle artigianali e biologiche viste ad esempio in questa occasione, un anima e uno spirito loro e degli uomini che nel corso dei secoli hanno saputo interpretare la materia prima, fondendola (è proprio il caso di dirlo) in cibi finali maturi.
Prima di lasciarvi alle immagine un ultima annotazione: ascoltando l’umiltà del casaro nel raccontare la vita del suo formaggio dimostrandola in concreto come vedete nelle immagini ho trovato una grandezza professionale enormemente superiore a molte stelle del firmamento cucina.
Per quanto le armi a disposizione per farsi valere non siano per nulla alla pari!!!

Panorama lavorazione formaggio 518 2014 festival latte


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