Un immagine evocativa dell’olio diventato profumo

Scritto da Giuseppe Capano il 26 gennaio 2015 – 23:11 -

Olio profumo 318Sono stati giorni di olio, di tempestosi profumi alla ricerca di altri prodotti della terra, di sentori sparsi tra naso e bocca nell’estasi di ascoltare ciò che l’oliva di origine aveva di bello da raccontare.
Giorni di un fluido che arriva da un albero di saggezza secolare grazie a suoi frutti ovali, a volte piccoli, a volte grandi, ma sempre frutti di passione, amore, tradizione e storia.

Amare in maniera smisurata l’olio da olive è forse una condanna e schiavi di questo amore non si può concepire il tradimento neanche di fronte alla più grande ricchezza.
E la parola profumo si rincorre tra varietà e varietà, tra sguardi di intesa che lasciano emergere il piacere di sentire e capire finalmente l’olio in tutto il suo straordinario essere condimento della tavola e della vita.
È talmente essenza odorosa del mondo l’olio che giustamente un artista lo ha immaginato e trasportato in una bottiglia speciale, quella comunemente usata per i profumi, una non metafora per far capire quanto il figlio del succo di olive sa diventare prezioso liquido dorato ricco di tesori aromatici tutti da scoprire e portare con se.
Un’immagine evocativa che dell’olio rende integralmente ciò che è e dovrebbe essere, una preziosa fonte di godimento per il palato, l’incontro tra menti e persone, la terra che passa all’uomo i suoi doni, l’uomo che trasforma questi doni in occasioni di gioia e felicità.

Olio profumo 518


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