Un lavoro molto faticoso

Scritto da Giuseppe Capano il 7 maggio 2014 – 23:42 -

Preambolo di couscous primaverile 318Questa ricetta è ancora in fase embrionale, in gergo un test di apertura per lo sviluppo successivo di un piatto ben più rifinito nei dettagli e nella presentazione, qui ancora approssimata.
Ma ho deciso di presentarvela lo stesso per ritornare un po’ sull’argomento del lavoro in cucina e di come nascono e poi possono evolversi, piatti, ricette, proposte.

La genesi è stata partire da un couscous lavorato e precotto fatto con farina di farro e di qualità decisamente eccelsa, l’obbiettivo renderlo diverso dal solito e arricchirlo magari con un po’ di colore visto il marrone chiaro preponderante.
Che poi per altro questo marrone è un buon segno in realtà, testimonia la qualità della farina usata e le sue prerogative nutrizionali ancora intatte, però un po’ di movimento di toni, colori e sfumature era necessario!
Questo il passaggio centrale risolto ricorrendo a ottimi pomodori sottolio tritati al coltello e resi molto fini, poi mescolati e sgranati insieme ai granellini di semola.
Ad accompagnare il couscous direttamente scaglie di mandorle tostate per aumentare la croccantezza complessiva e dare un apporto aromatico non troppo invadente.
Vicino asparagi appena scottati, tagliati a fette e conditi con buon olio da olive e maggiorana secca.
Infine i germogli a decorare.
Da qui si partirà per elaborare poi una struttura più complessa, mancano tasselli di erbe aromatiche, di spezie, di qualche legume a completare il quadro nutrizionale.
E poi manca soprattutto ancora lo studio della presentazione finale.
Perché ve ne parlo?
Per far capire il complesso mondo che si cela spesso dietro a un piatto, quello che può sembrare una geniale banalità è spesso frutto di un articolato lavoro.
Aggiungo faticoso, molto faticoso, molto faticoso, molto faticoso.
Non sono impazzito, lo ripeto e credo lo ripeterò spesso perché stiamo assistendo a una degenerazione preoccupante.
Questo lavoro visto dal scintillante schermo dei media sembra un gioco, un divertimento, una facilità estrema.
Vorrei solo dirvi che vi sbagliate, rimane un lavoro di mani, di testa e di ore e ore passate in piedi senza tregua, rimane un lavoro di fatica, di tensione, di sbagli e cocenti delusioni, di vittorie sudate e di soluzioni mai scontate, di metodo e intelligenza nell’interpretare il metodo.
Un lavoro fisico che richiede un’immensa passione e un’ancora più immensa consapevolezza.
E dal mio punto di vista una capacità speciale; saper ascoltare prima e poi parlare al cibo, sintonizzare la propria anima con quella degli alimenti cucinati, incrociare gli spiriti e lasciare che si penetrino a vicenda.
Forse in questo post ho un po’ delirato, sarà la stanchezza!!!!
Meglio passare alla ricetta!!

 

Preambolo di couscous primaverile

Preambolo di couscous primaverile 518

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 ml di brodo vegetale,
  • 200 g di couscous di farro,
  • 8-10 pomodori sottolio,
  • 400 g di asparagi verdi,
  • 1 cucchiaino scarso di maggiorana secca,
  • 2 cucchiai di mandorle in scaglie,
  • olio extravergine d’oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Portare a bollore il brodo, spegnere la fiamma e versare sul couscous disposto in una terrina di vetro, coprire e lasciare riposare 5 minuti.
  2. Nel frattempo tritare il più finemente possibile i pomodori sottolio recuperando però prima quanto più olio possibile.
  3. Con le dita o una forchetta condire il couscous con i pomodori tritati e il loro olio sgranandolo il più possibile.
  4. Mondare gli asparagi dalla parte finale dura, scottarli a vapore per 3-4 minuti lasciandoli molto croccanti, raffreddarli e affettarli di sbieco, condirli con un pizzico di sale, poco olio e la maggiorana.
  5. Tostare le scaglie di mandorle in una padellino a calore basso per alcuni minuti.
  6. Servire il couscous con sopra le scaglie di mandorle tostate e di fianco gli asparagi alla maggiorana, decorare con un poco di germogli.


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2 Commenti per “Un lavoro molto faticoso”

  1. Sabina Scrive il May 8, 2014 | Replica

    Posso solo dire…complimenti per la bellissima ricetta, che proverò sicuramente.
    Concordo pienamente con quanto hai affermato, in quanto, pur non svolgendo la tua attività, constato nella vita di tutti i giorni le difficoltà di creare una nuova ricetta quando mi allontano dagli schemi ormai collaudati.
    Ammiro chi riesce a realizzare la combinazione perfetta tra i vari cibi e le tue ricette, in particolare, mi piacciono perchè permettono di ottenere ottimi risultati, sicuramente superiori alla mia media, senza che mi sia richiesto un lavoro defatigante o particolari conoscenze tecniche o strumenti che non possiedo. Certamente è affascinante vedere i chef realizzare incredibili ricette nei programmi telesivi, ma è molto più apprezzabile chi si adopera per creare ricette maggiormente “alla portata” delle persone normali e delle loro capacità economiche.
    Credo che questo sia il pensiero anche di tutte le altre persone che seguono il tuo blog.
    Buon lavoro.
    Sabina

  2. Giuseppe Capano Scrive il May 8, 2014 | Replica

    Grazie Sabina,
    sono pensieri molto confortanti che rincuorano del proprio lavoro.
    Poi mi confermi che sto andando nella direzione che desidero, donare strumenti e mezzi per consentire a chiunque di realizzare i “suoi” piatti nel modo più soddisfacente possibile e soprattutto senza dove investire capitali in rifornimenti o attrezzature.
    Facendo così ci si fa notare di meno nel mondo ristorativo che conta, ma questo non ha alcuna importanza.
    Questi riconoscimenti, la tua considerazione come quella di altri sono la ricompensa migliore e la migliore soddisfazione.
    A presto
    Giuseppe

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