Un orto, un mondo

Scritto da Giuseppe Capano il 29 novembre 2011 – 08:41 -

Libro Maremma maremmaIl post di oggi è la continuazione di un percorso i cui intenti avevo espresso questa estate (qui il riferimento).
Il primo tassello ho avuto modo di inserirlo a novembre, li un magico albero di olivo si incrociava con la metaforica figura della strega e rimandava a un ritorno, un ritorno in terra toscana da parte di chi da quella terra era stato staccato senza per questo dimenticarne mai il richiamo (qui il riferimento al primo tassello).
La ricetta di abbinamento era questa e l’intento è proprio quello di proseguire su questa strada, corrispondere a un racconto le suggestioni culinarie che ha suscitato nel cuoco lettore, che a sua volta in cucina ha tentato di riprodurne l’essenza, sperando di ben riuscire a rendere con i sapori il messaggio letterario delle parole scritte.

E sperando nella benevolenza dell’autore del racconto stesso.
Quindi oggi ecco alcuni degli estratti più significativi di questo racconto (a mio giudizio), domani la ricetta corrispondente.

 

“…………………Quello che però più di ogni altra cosa piaceva a Nunziatina era l’orto. Passava giornate a tirare su fantastiche, elaborate costruzioni di canna dove far appoggiare i lunghi rami frondosi verde scuro dei pomodori rossi, e con passione tirava via le erbacce che si infiltravano nei piccoli stradelli che separavano le melanzane dai peperoni, e le zucchine dai fagiolini. Le piaceva coltivare i cavoli, in particolare. Sotto le foglie di cavolo l’avevano trovata, le aveva detto la Zaira. E lei ci credeva, perché credeva a tutto quello che le diceva la mamma………………………………”

“………………………Un certo giorno la Zaira se ne andò. Così, d’improvviso…………………………………Quando scoprì che non era così, quando portarono via la mamma in una cassa da morto al cimitero, guardò tutti stupita e disse che voleva andare anche lei. Le dissero no, tu non puoi andare, devi occuparti dell’orto, ti ricordi?……………………………………………Anche loro avevano un orto, che le affidarono. E lei con pazienza tirò di nuovo su le canne, di nuovo vi appoggio i rami dei pomodori, e ricreo le aiuole e i cespi di lattuga e le carote e i sedani. E da un lato, il meno soleggiato, dove la terra era più dura, piantò le erbe mediche. Dovevano faticare a crescere, spiegò, sarebbero state più profumate…………………..”

 

orto

Testi tratti dal racconto “L’orto di Nunziatina”, di Nadia Fusini, presente nel libro “Tutti dicono Maremma Maremma”. Editore Distretto rurale, Provincia di Grosseto, settembre 2010


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