Un ricettario equo e solidale

Scritto da Giuseppe Capano il 7 maggio 2012 – 17:36 -

copertina_equo_solidaleÈ un libro molto interessante per il percorso che segue, l’utilizzo dei tipici prodotti del commercio equo e solidale con tutta la valenza etica e sociale che si portano dietro.
L’impostazione, le tradizioni, lo stile alimentare che ricalca sono tipicamente inglesi, ma questo non significa esclusivamente cucina anglosassone perché l’eterogenea composizione etnica tipica di città, ad esempio, come Londra ha determinato un contributo diversificato in base ai paesi di provenienza originari.

Per cui abbiamo uno spaccato abbastanza internazionale con ricette interessanti che lasciano intravedere usi alternativi di molti ingredienti che comunemente sono usati nella cucina di chi segue e ha a cuore i temi del commercio equo e in generale della cultura bio.
Le proposte sono tante e gran parte di esse con una buona documentazione fotografica che rende bene l’idea dell’esito finale del piatto, certo in diversi casi i gusti complessivi sono un poco lontani da quelli tipicamente Italiani, ma è sufficiente un piccolo adattamento a ingredienti o procedure per noi più usuali per renderli ugualmente validi.
Quello che invece colpisce in negativo, ma paradossalmente è un merito del libro, è il quadro di insieme che viene fuori rispetto al modo di alimentarsi di un’importante fetta della popolazione mondiale.
L’onnipresenza del burro sia in piatti salati che dolci e spesso in quantità non necessarie, l’abbondanza di zuccheri, il frequente ricorso alla carne (e anche qui senza un reale bisogno in molti casi).
Un motivo è che la maggior parte delle ricette sono in realtà dolci, ma questo non cambia molto le cose e ci fa capire che lo stile mediterraneo e Italiano (quello sano, naturalmente) ha pregi maggiori e quindi di questo dovremmo consolarci abbastanza.
Di contro piace molto nel libro il frequente ricorso alla frutta anche nei piatti salati, un ingrediente che andrebbe valorizzato maggiormente viste le sue tante virtù, mentre al contrario nella nostra cucina stenta ad affermarsi come dovrebbe.
Di seguito le informazioni editoriali che accompagnano il volume che potete trovare comodamente in vendita qui.

Nell’intento di offrire idee nuove e originali per la realizzazione di piatti preparati con i prodotti del commercio equo e solidale, Fairtrade Foundation (omologa inglese di Fairtrade Italia) ha indetto un concorso per scegliere le migliori ricette ispirate alla cucina internazionale. Qui troverete più di cento appetitose ricette inviate dai numerosi partecipanti.
Personaggi noti e sostenitori di Fairtrade  Foundation, come gli chef Antony Worrall Thompson e Hugh Fearnley-Whittingstall, l’atleta Sir Steve Redgrave, la scrittrice Joanne Harris e il giornalista George Allagiah ci hanno svelato alcuni dei loro segreti e hanno inviato fantastiche ricette.
Produttori del commercio equo e solidale di Africa, India e Caraibi, che testimoniano quanto il vostro costante sostegno sia utile allo sviluppo e al miglioramento delle loro comunità, hanno inviato le ricette di famiglia preferite, realizzate con ingredienti di produzione propria.
Se per voi è importante conoscere la provenienza dei cibi che mangiate e sostenere i produttori del commercio equo e solidale, questo è il ricettario che fa per voi.

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2 Commenti per “Un ricettario equo e solidale”

  1. cry68 Scrive il mag 8, 2012 | Replica

    interessante anche questo post , io compro spesso prodotti equo . ho appena acquistato del riso rosso che ho cucinato con germogli di soia e carote , devo dire che era buono , beh certo di sicuro non era ricco di grassi . grazie per l’informazione. buona giornata cry68

  2. Giuseppe Capano Scrive il mag 8, 2012 | Replica

    Grazie a te Cry per leggere le cose che scrivo, il riso rosso è ottimo e ha dalla sua anche il bel colore con cui giocare sugli effetti cromatici del piatto.
    A presto.
    Giuseppe

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