Una poesia di popolo e polvere di strada

Scritto da Giuseppe Capano il 5 dicembre 2012 – 23:49 -

Ristorante peccati gola 318Andando a mangiare fuori questa sera in un’antica trattoria di Padova riflettevo su come spesso ogni ristorante ha una sua dinamica e fisionomia precisa molto forte e non replicabile altrove.
Ci sono cose prive di criterio che in altri posti sarebbero male accettate, ma che li in quel posto particolare sembrano in perfetta armonia concettuale.

Diciamo che c’è anima, molta anima, un qualcosa che rende il ristorante persona viva, caratteriale e quindi per qualcuno antipatico e per altri simpatico, in ogni caso elemento di turbolenza emotiva coinvolgente.
Osservo spesso i movimenti della cucina, di chi serve in sala, mi accorgo di molte cose, tante non le sopporto e anzi mi chiedo come è possibile che siano presenti e tollerate, tante altre mi sembrano però che abbiano valenza di poesia, una poesia di popolo e polvere di strada, ma pur sempre una bella poesia.
Soprattutto vera e schietta.
Questo mi conforta assai perché ritrovare questa sorta di umanità in cui si mescolano vizi e virtù, lungimiranze e errori, saggezza e sprovvedutezza alimentare genuina, tiene meglio viva la fiaccola della passione verso un lavoro che rimane difficile e duro, molto, molto lontano dalle falsità che vedete in televisione e che vi inviterei ad evitare come la peste.
Piuttosto passate qualche serata in più in un piccolo locale o trattoria, conversate con il padrone, il cuoco, il cameriere, fate reale convivialità, osservate e riflettete.
Sottolineo però che parlo di ristoranti come tali, nel senso che al contrario di tutto quello che ho scritto sopra le offerte ristorative di moltissimi Hotel sono tutte standardizzate a appiattite su cliché ultra ripetitivi.
Con in più il fardello che spesso in sala sembra di assistere a una recita stanca e noiosa dove sorrisi e cortesia sono la finta facciata della realtà.
Ora ho alcuni amici albergatori che sicuramente sono pronti a sostenere e dimostrare il contrario, ma in generale credo che in molti possano confermare questo scenario, almeno quelli più attenti e con acuto spirito osservatore.
Tralascio e stendo un velo pietoso sul significato che può avere frequentare un moderno fast food, la morte fatta ristorazione.

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