A colloquio sul diabete

Scritto da Giuseppe Capano il 24 giugno 2014 – 23:01 -

 

Diabete words B&W 318

Vi parlavo ieri dell’intervista sul diabete rilasciata per una campagna di informazione, divulgazione e prevenzione su questa seria problematica di salute.
Così vi riporto oggi il cuore centrale di questa intervista invitandovi a consultarla per intero perché ricca di spunti interessanti, la potete trovare a questo indirizzo.

Nel frattempo godetevi questa sorta di anteprima.

Quali obiettivi si è posto per il suo libro?
“Era essenziale e per me lo è sempre in questi casi portare un senso di estrema positività in cucina attraverso i piatti proposti ribaltando quello che spesso è la tendenza usuale di rispondere a dettami dietetici rigidi trascurando sapori, presentazione, gioia di consumare il cibo; il mio desiderio è quello di far consumare ricette con il massimo della bontà possibile pur rispettando le esigenze nutrizionali dei pazienti, tanto da non far accorgere minimamente ai “non pazienti” della teorica diversità del piatto”.
Quali sono le principali difficoltà nel preparare cibi adatti, ma anche gustosi, per chi soffre di diabete?
“Potrei rispondere tranquillamente nessuna, nel senso che l’alimentazione e la cucina di chi soffre di diabete dovrebbe essere la cucina di tutti per una buona qualità della vita in salute. I limiti apparenti come quelli relativo all’uso oculato degli zuccheri e dei cereali raffinati piuttosto che l’attenzione ai cibi con basso indice glicemico dovrebbero essere priorità e patrimonio di tutti e dovrebbero far parte del bagaglio di capacità professionali di ogni singolo operatore di cucina”.
Come è possibile prevenire il diabete con l’alimentazione?
“Seguendo una serie di semplici regole e sane abitudini, un apporto il più elevato possibile di tutti i cibi di origine vegetale soprattutto integrali in modo da assicurarsi naturalmente una buona dose di fibre, la limitazione dei grassi scegliendo quelli più sani e con contributi preventivi elevati come l’imbattibile olio da olive, la forte moderazione nel consumo di dolci e zuccheri raffinati sommata all’altrettanto importante limitazione del sale, quantità minime di bevande alcoliche, grande variazione settimanale dei cibi consumati seguendo il più possibile la stagionalità e la territorialità e anche se sembra centrare poco con l’alimentazione facendo più attività fisica possibile”.
Chi soffre di diabete potrebbe avere un rapporto difficile con il cibo? E’ possibile aiutare chi è affetto da questa patologia a pensare all’alimentazione in modo sereno e positivo?
“Si, è assolutamente possibile, lo dimostro pienamente con le ricette inserite nel libro e in generale nella mia cucina di tutti i giorni. Ci sono piatti eccellenti ed estremamente gratificanti che direi quasi naturalmente sono privi di quegli elementi nocivi per chi soffre di diabete. Per gli altri si tratta solo di trovare le tante alternative possibili e adattarle al gusto complessivo del piatto”.

Frutta in varietà con zucchero 518


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