Bento box, la soluzione giapponese al pasto scolastico fuori casa

Scritto da Giuseppe Capano il 13 novembre 2017 – 22:47 -

Tutti nello stesso piatto 2017 518Ci sono tradizioni a tavola incredibili sparse per tutto il mondo, modi di vedere e interpretare il cibo spesso in funzione delle situazioni sociali vissute in una dato luogo e contesto la cui particolarità è aver trovato soluzioni geniali a problemi in apparenza difficili.
Se pensiamo ad esempio ai lavori esterni eseguiti all’aperto o lontano da casa, una situazione simbolo della necessità di consumare cibo al di fuori del consueto contesto domestico, ci è chiaro come anche da noi le soluzioni nate per ovviare all’incombenza sono state molteplici.
E ogni regione o contesto geografico locale ha saputo sfruttare a proprio vantaggio risorse alimentari sommandole a tipiche preparazioni di cucina o inventandone appositamente altre.
Una prerogativa ovviamente non solo Italiana che è anche un modo di vedere il problema da un angolazione precisa, quella angolazione che però cambia a seconda del substrato sociale e culturale.
Ma la necessità di consumare cibo fuori casa non è un’esigenza antica circoscritta al solo mondo del lavoro, tipica di alcune zone del mondo o sentita da un unica fascia di età.
Ragionando in termini di età scolastica è evidente che una necessità di non poco conto è quella di consentire a ragazzi e bimbi di consumare un buono e equilibrato pasto.
Ci possono essere mense apposite o anche no e quindi al problema vanno poi trovate soluzioni e rimedi diversi il più possibile pratici e efficaci.
Come quello in uso in Giappone dove è tradizione la preparazione del “Bento” pranzo in stile nipponico che viene
preparato a casa (o acquistato per strada) e poi confezionato in scatola per essere trasportato agevolmente a scuola.
Una prassi talmente particolare che ne è stato tratto un bel film che racconta la storia vera di un padre e di una figlia, il cui legame è stato forgiato dal bento.
Durante i tre anni di scuola superiore, la giovane ha mangiato il pranzo in scatola preparato per lei ogni giorno dal
padre e l’ultimo giorno di scuola, poi, ha scoperto che all’interno della scatola c’era un’immagine del primo bento preparato dal genitore, accompagnata da un messaggio scritto a mano.
Un opera esclusiva e interessante che fa vedere uno spaccato di vita intrecciato con il mondo del cibo di una cultura diversa dalla nostra, ma con la quale abbiamo diverse sinergie.
Il film verrà proiettato domenica prossima all’interno del lungimirante festival “Tutti nello stesso piatto” che si tiene ogni anno a Trento e arrivato alla sua nona edizione.
E prima del film in collaborazione con l’ente organizzatore sarà mia cura distribuire agli spettatori una mia interpretazione personale del concetto di bento non a caso chiamato “Bento box a modo mio”.
L’assaggio riguarderà un riso nero al sesamo e broccoletti verdi con ceci di Sicilia al timo, zucca in agrodolce al curry, quinoa bianca alle mandorle.
Se siete interessati al festival e alla possibilità di vedere un bel film degustando un buon piatto trovate altre informazioni qui, ma cercherò di fare in modo di riportare sul blog la ricetta dopo aver fatto le relative foto il giorno stesso dell’evento!

PAPA NO OBENTO WA SEKAIICHI 518


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