Cibi spazzatura pro obesità non solo per bimbi

Scritto da Giuseppe Capano il 21 giugno 2013 – 23:40 -

Bimbi obesi 318Provate a dirmi quale può essere secondo voi uno degli elementi più destabilizzanti rispetto alla moderna epidemia di obesità infantile?
Le risposte potrebbero essere molteplici, ma credo che molti di voi abbiano una visione chiara e che le risposte simili potrebbe essere tante e convergere senza tanti problemi verso una condanna unanime e netta della pubblicità dei cibi spazzatura che con una ripetizione ossessiva e “purgante” invade con grande violenza la mente dei bimbi.

Una mente notoriamente molto malleabile e condizionabile, così per una devianza data dalla pubblicità oscena trasmessa senza alcun ritegno lo sforzo per rimediare e riportare il bimbo sulla buona strada è almeno 10 volte superiore come molti genitori coscienziosi e attenti hanno sperimentato e sperimentano sulla propria pelle.
Non so quanto può consolare questi genitori, ma oggi a sostegno di questa ineluttabile verità sulle devastazioni pubblicitarie alimentari arriva un preciso allarme dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).
Nel suo ultimo rapporto con tema “obesità infantile” preparato in occasione del prossimo vertice mondiale che si terrà a Vienna il 4 e 5 luglio sollecita fortemente i Governi a mettere in pratica con molta urgenza una serie di pratiche e controlli stringenti sulle campagne pubblicitarie che hanno come oggetto i ben noti cibi spazzatura.
E giustamente sul banco degli imputati non viene messa la sola e ormai antiquata televisione, ma anche (se non soprattutto ormai!) tutti i nuovi media.
Dai social network alle applicazioni per cellulari ci sono una varietà infinita di forme mediatiche che in maniera subdola o meno incidono fortemente in negativo rispetto a questa problematica.
L’OMS sottolinea giustamente allora come la promozione di prodotti confezionati e trasformati del tutto squilibrati dal punto di vista nutrizionale “è stata riconosciuta come uno dei fattori di rischio per l’obesità infantile e altre malattie croniche legate alla dieta”.
Tutto l’insieme è devastante perché la ricettività da parte dei bimbi è elevata rispetto alle tante “schifezze” che si vedono proporre magari dai loro idoli animati preferiti.
Ma probabilmente il dato su cui riflettere ancora di più è che solo in apparenza queste pubblicità colpiscono unicamente i bimbi, in realtà il bersaglio cosciente è molto più vasto e riguarda i molti adulti che adulti in realtà non sono.
Del resto non si può che rimanere del tutto allibiti quando in pubblicità si vede una sorridente e sempre perfetta mamma (o papà) addentare felice la stessa schifezza che propone ai suoi bimbi.
Fate molta attenzione perché nulla è fatto a caso ed è estremamente facile associare il finto benessere del genitore che addenta la merendina di turno con il presumibile benessere di un adulto in carne e ossa che guarda la stessa pubblicità.
Micidiale e sconcertante!!!

Bimbi obesi


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4 Commenti per “Cibi spazzatura pro obesità non solo per bimbi”

  1. Tiziana Scrive il giu 22, 2013 | Replica

    Giuseppe io ho agito e sto agendo insegnando al mio bambino che deve farsi delle domande su ciò che guarda e vede…mi pare di esserci in qualche modo riuscita perchè quando vede un prodotto in televisione domanda se fa bene o se fa male e chiede il perchè. Però per dare risposte ai bambini bisogna investire tempo proprio quindi i primi che vanno ri-educati sono sempre i grandi. Ciao, Tizina.

  2. Giuseppe Capano Scrive il giu 23, 2013 | Replica

    Ciao Tiziana
    Come vedi ti rispondo in ritardo, ma non posso che essere d’accordo con te.
    È un lavoro da fare soprattutto sui grandi e di riflesso sui piccoli, l’emergenza però è soprattutto per i bimbi obesi in questo caso e come dici tu si tratta di investire tempo sapendo che è tempo guadagnato e il regalo più bello per chi lo riceve!!
    A presto
    Giuseppe

  3. Míroel Scrive il set 18, 2013 | Replica

    Sono davvero pelli questi tuoi post!
    Trovo sia disgustoso propinare ai bambini delle vere e proprie schifezze poiché gli adulti hanno possibilità di scelta ma i bambini no, mangiano ciò che gli viene dato dai genitori!
    Se già da neonati inizamo a svezzare i bambini con cibi pieni di zuccheri e dai sapori artificiali, difficilmente quando cresceranno riusciranno ad apprezzare i gusti genuini e non contraffatti da esaltatori di sapidità o altri aromi non ben definiti.
    Putroppo in questa società frenetica spesso si ripiega sul cibo facile e veloce che spesso e volentieri non è sinonimo di salurare e questo ha ovvie ripercussioni sull’organismo; inoltre vedo spesso che si è perso quel senso di “sacralità” del pasto: si consuma il cibo in due minuti, senza nemmeno soffermarsi sui sapori!
    Forse per pigrizia non ci si ingegna per ottimizzare i tempi e si preferisce il cibo pronto quando si potrebbe mangiare a colazione/merenda una bella fetta di torta di mele/crostata fatta la sera prima, se non si ha la possibilità di preparare il sugo per la pasta “fresco” lo si può preparare nel week end e dividerlo in porzioni e congelarlo invece di comprare quello pronto.

    Purtroppo la gente vuole tutto e subito, senza operare il minimo sforzo… È più comodo portare il figlio al fast food invece che preparare un bel risotto con le zucchine!

  4. Giuseppe Capano Scrive il set 19, 2013 | Replica

    Cara Miroel,
    la tua è una perfetta analisi, molto attenta e ricca di profonde verità.
    Trovo che il paradosso incredibile è che mai come ora si parla (straparla a vanvera spesso e senza cognizione di causa!!) di alimentazione e benessere e mai come ora per tante persone nei fatti l’alimentazione è l’ultima cosa di cui preoccuparsi.
    È più comodo preoccuparsene solo a parole!
    Evidentemente qualcosa non funziona e i danni di molte trasmissioni televisive come di falsi esperti che sentenziano un mucchio di sciocchezze hanno dato i loro frutti.
    È molto triste, ma proprio per questo serve insistere e tracciare strade lineari e coraggiose senza perdersi d’animo.
    Grazie per il tempo che dedichi ai miei scritti!
    Giuseppe

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