Giallo e prezioso come il sole

Scritto da Giuseppe Capano il 1 settembre 2011 – 21:35 -

Lupini in filaHo appreso di recente da una notizia comparsa sulla mia pagina di facebook che il lupino dolce è stato da sempre coltivato nelle campagne della Maremma, una sorpresa piacevole per chi come me frequenta la maremma da molti anni e sui cui faccio ammenda per non esserne stato a conoscenza.
Apprendo anche che oggi la sua coltivazione nella zona sta progressivamente scomparendo e questo, invece, non può che rattristarmi.
Questo “strano” legume giallo mi ha accompagnato fin da piccolo, in Calabria è sempre stato lo stuzzichino di elezione e credo che la saggezza del popolo contadino ne conoscesse già le notevoli virtù alimentari e terapeutiche.

Quelle stesse che gli ultimi studi e ricerche mediche hanno messo alla ribalta, riabilitando anche dal punto di visto scientifico il grande valore di questa leguminosa.
Così alcuni studi Italiani e Internazionali condotti all’interno del progetto europeo Healthy-Profood hanno rivelato come il consumo di lupini riesce a svolgere una peculiare funzione nel ridurre i livelli di colesterolo e nel prevenire ipertensione e diabete.
Ancora più nello specifico un gruppo di ricercatori milanesi guidato da Cesare Sirtori, ordinario di Farmacologia Clinica all’Università di Milano, ha dimostrato che, negli animali, una modesta aggiunta di lupini alla normale dieta può ridurre la colesterolemia in modo significativo.
Ricerche poi confermate anche da quelle fatte sull’uomo: un recente studio condotto in Polonia da Marek Naruszewicz del National Food and Nutrition Institute di Varsavia su 55 pazienti ipercolesterolemici ha evidenziato con un consumo quotidiano di mezzo litro di latte di lupino, un calo del colesterolo totale del 10 per cento e del colesterolo cattivo LDL superiore al 12 per cento dopo solo un mese di trattamento.
Ma lo studio è andato oltre rivelando dati ancora più interessanti e importanti, in particolare il lupino ha mostrato effetti benefici anche sulla glicemia (e di riflesso sul diabete) e sull’ipertensione: in poco meno del 60% dei soggetti è stata misurata una diminuzione, in media, di 13,2 mmHg della pressione massima (sistolica) e nel 50% una riduzione di 7,2 mmHg della minima (diastolica).
Insomma il lupino è un alimento interessante sia dal punto di vista nutritivo che della cura della salute, bisognerebbe a questo punto impegnarsi per valorizzare le sue prerogative anche in cucina.
Tra i contadini e paesani Calabresi il modo più semplice di valorizzarlo e renderlo ancora più attraente era quello di condirlo con l’origano secco, un altro prodotto della assolata terra, e magari quando possibile arricchirlo con un goccio di olio.
Da qui si può partire per nuove vie, diciamo che se riesco domani provo a proporre una ricetta specifica.

Lupini origano


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