Il futuro della cucina in una stampante!

Scritto da Giuseppe Capano il 29 novembre 2017 – 09:42 -

Pulizia funghi manuale 318Sembra che in cucina ci aspettino tempi un po’ nebulosi se dobbiamo dare retta all’evoluzione tecnologica recente dove moderne macchine del tutto simili come concezione a comuni stampanti da computer promettono di realizzare magicamente cibi pronti con forme e sostanze desiderate.
Tutto questo introducendo un semplice comando software o un programmino senza la necessità apparente di saper conoscere i principi base della cucina, le informazioni nutrizionali minime, le dimensioni organolettiche che dal cibo si desidera giustamente avere e ricevere.

Dal cibo, infatti, ci attendiamo una soddisfazione di esigenze ben precise che nel nostro quadro di cultura umana profonda coprono solo in minima parte l’aspetto fisiologico e energetico.
Fatto sta che queste stampanti speciali sono sul mercato già da diversi anni e si stanno sempre più perfezionando, la domanda nasce quindi spontanea.
Più che preoccuparsene partendo prevenuti e togliendosi così la possibilità di capire meglio le evoluzioni moderne e trovare magari alleanze inaspettate conviene per ora riflettere sulla tendenza.
Diciamo che quello che lascia più perplessi è senza dubbio l’eliminazione della dimensione sensoriale, un aspetto vitale della normale attività di cucina e una delle anime essenziali del consumo alimentare.
Come è facilmente immaginabile relegare tutto il processo produttivo a una macchina in cui basta introdurre poltiglie varie di materie prime, perché il funzionamento è similare a una stampante con cartucce di liquidi vari di diversa densità, toglie a chi prepara l’uso dei sensi.
Manca per prima cosa il contatto tattile con il cibo, la sua manipolazione, visione e collocazione mentale nell’elaborazione della trasformazione.
Manca cioè quell’attivazione del processo mentale che raccolte le informazioni di base trasmesse dal senso del tatto consente alla mente di immaginare la trasformazione del cibo tramite tecniche di cottura e trasformazione ben conosciute e gli abbinamenti di ingredienti ideali.
E già solo fermandoci a questo primo aspetto le domande e i dubbi che vengono fuori sono molteplici, sorprende molto in questo senso, almeno me, che si siano create stampanti alimentari 3D espressamente dedicate al mondo della scuola, cioè a un ambito prettamente educativo.
Lanciate in pompa magna di recente promettono di far creare ai ragazzi forme varie di cibi partendo come dicevo da poltiglie e puree miste di alimenti.
In pratica ai ragazzi l’unico sforzo che viene chiesto è immaginare una forma, decidere una sostanza o più alimentari e dare il via totalmente impersonale alla creazione di un piatto finito poi eventualmente da cuocere e consumare.
Qui l’assenza delle dimensione sensoriale è praticamente totale e che questo avvenga in un ambito educativo mi lascia personalmente molto inquieto e estremamente sconcertato.
Non so cosa ne pensiate voi, ma la questione mi interessa e appassiona molto, per cui la riprenderò credo ancora più volte cercando prima di approfondire altri aspetti!

Decorazione stampante 518


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