La brutta tendenza di trasformare una difficoltà alimentare in puro business

Scritto da Giuseppe Capano il 23 aprile 2014 – 18:05 -

Grano B&W 318Che dietro alla sofferenza reale di chi è costretto a rinunciare a determinati alimenti o gruppi di alimenti ci sia uno spregiudicato business non è certo una novità e non sono io a scoprirlo per primo.
Spesso però non è solo questo, c’è una sorta di commistione tra cattiva informazione, interessi economici, scarsa conoscenza dell’argomento, moda e tendenze sociali.

Un quadro perfetto quando si pensa al moderno contesto che investe la celiachia dove non si perde occasione pur di sfruttare il trend “gluten-free”.
Negli ultimi tempi, ad esempio, abbiamo assistito a interessi diretti dell’industria alimentare nello spingere e pubblicizzare a gran voce alimenti e cibi pronti senza glutine, da un lato sicuramente un buon aiuto per chi soffre realmente e a sue spese di questa patologia, dall’altro una pura speculazione commerciale senza un reale interesse sociale.
Contemporaneamente c’è stato il diffondersi di diete squilibrate che hanno messo al bando i carboidrati accusati di essere gli untori dell’epidemia di obesità globale e i responsabili diretti della difficoltà di dimagrimento dell’organismo.
Si sono poi sentite le avventate affermazioni e i conseguenti sili di vita di molte star del mondo dello spettacolo e non che in un coro univoco hanno bandito i carboidrati e spesso il glutine dalla dieta nella convinzione di farsi e fare del bene.
Ma anche nell’ignoranza di non sapere affatto le conseguenze a lungo andare di un regime alimentare di questo tipo, che certo fa dimagrire, non c’è dubbio, come dimagrire farebbe non mangiare una qualsiasi categoria di nutrienti che per reazione crea forte squilibrio nell’organismo.
Che le conseguenze di un alimentazione priva di glutine in persone sane non siano affatto da trascurare lo ha ricordato una mini ricerca del 2009 uscita sulla rivista British Journal of Nutrition.
Dopo oltre un mese di verifica su 10 volontari sani a cui sono stati fati consumare cibi rigorosamente senza glutine si è riscontrato che la dose dei “batteri buoni” presenti nello stomaco dei partecipanti era decisamente inferiore a quella riscontrata prima dell’inizio del test.
E nettamente inferiori sono risultati anche altri importanti indicatori della salute del sistema immunitario.
Lo studio è stato piccolo e circoscritto e deve essere confrontato con ulteriori analisi, ma certamente da una visione molto più attendibile delle conseguenze sbagliate di un regime alimentare rispetto alle pure opinioni di molti presunti guru della nutrizione.
Il punto fondamentale è invece che la celiachia è una patologia seria e chi purtroppo la subisce non è per nulla felice di dover rinunciare ad alimenti e cibi senza glutine.
Deve sopportare su di se un faticoso lavoro di cernita e esclusione, deve confrontarsi con la poca attenzione di molti operatori del mondo alimentare (compresi molti chef o addetti alla ristorazione!), deve sottoporsi a controlli e esami che eviterebbe con la massima gioia.
E sarebbe bene ricordare che a parte chi per motivi concreti deve evitare determinate sostanze (come purtroppo avviene per la celiachia) tutto ciò che rientra tra i nutrienti destinati all’alimentazione ha una sua importanza e un suo ruolo fondamentale, anche gli odiati e spesso citati a sproposito grassi o zuccheri.
È come sempre una questione di dosi, proporzioni, sinergie culinarie intelligenti, consumo moderato, attenzione alimentare, ascolto del proprio corpo.
Tutto il resto sono solo cattive strade!
Anche perché non vi è nulla di più probabile che leggere fra qualche anno che quello che si pensa oggi cattivo e nocivo, alla luce di studi successivi, diventa domani del tutto ininfluente se non addirittura un elemento benefico!
Per consolarci in un prossimo post vi racconterò di una buona ricetta senza glutine adatta a tutti!!

Paccheri crudi 518


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