La lezione di vita delle cipolle

Scritto da Giuseppe Capano il 5 aprile 2014 – 23:23 -

Cipolla rossa aperta a metà 318Questa volta mi porto avanti e vi segnalo l’uscita di domani sul Corriere della Sera di una mia ricetta, come sempre all’interno del supplemento salute nella pagina alimentazione.
L’argomento generale riguarderà i polifenoli, ma sui dettagli esatti vi riferisco domani insieme alla relativa ricetta di cui inizio, invece, già a parlarvi oggi.

Protagonista vera di questa ricetta, una bella focaccia che scoprirete presto, sono le cipolle rosse che proprio con aprile nelle regioni più calde del sud cominciano a comparire e inaugurare la loro stagione di splendore.
Queste cipolle, in particolare quelle di Tropea, sanno essere di una dolcezza unica malgrado lascino lo stesso il loro inevitabile seguito di lacrime, una dolcezza funzionale a moltissime cose, dalle insalate a crudo, all’abbinamento con combinazioni agrodolci, all’esaltazione di molti ripieni e impasti da forno.
Senza contare l’affascinante colore che la cottura sa cambiare in molte sfumature diverse a seconda degli elementi con cui si accompagnano le cipolle e ai tempi di cottura a cui vengono sottoposte.
La cipolla poi ha qualcosa di mistico, foglie su foglie a comporre strati di abbracci e di misteri, il primo ad esempio molto terra terra è come fare a tritarle senza sfogliarle appunto o far andare il coltello alla rinfusa o peggio ancora ricorrere a un bel frullatore che invece di tritare crea una poltiglia informe piena d’acqua.
Mistero solo per chi non è dentro la cucina, per chi ha il mestiere una banalità, del resto ho passato almeno tutto il primo anno della scuola alberghiera (molti, molti, molti anni fa!!!!) a tagliar cipolle e ho smesso di provare solo quando ho dimostrato di saperle tagliare alla perfezione!!!
È ovvio che poi ti rimane dentro per sempre!!!
Se penso al volere tutto e subito tipico della società di oggi, mi rendo conto di quanto sono stato fortunato a piangere così tanto per via delle cipolle: loro mi hanno dato una grande lezione di vita su come l’attesa e la pazienza siano virtù immense e estremamente generose di ricompense!!!
Qualcosa su cui si dovrebbe meditare molto!!!

Cipolla rossa 518


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Postato in Alimenti, Corriere della Sera | 4 Commenti »


4 Commenti per “La lezione di vita delle cipolle”

  1. Maria Bonaria Scrive il apr 11, 2014 | Replica

    Carissimo Giuseppe,
    i tuoi post mi divertono sempre molto perché imparo sempre nuove cose e rifletto su vecchie cose.
    Grazie a te ho scoperto Montanari e l’uso dell’olio d’oliva nella pasticceria.
    In segno di gratitudine ti posto una poesia sulla cipolla: non è mia, ma della Wisława Szymborska alla quale evidentemente, come a te, piacevano le cipolle.

    La cipolla è un’altra cosa.

    Interiora non ne ha.
    Completamente cipolla
    fino alla cipollità.
    Cipolluta di fuori,
    cipollosa fino al cuore,
    potrebbe guardarsi dentro
    senza provare timore.
    In noi ignoto e selve
    di pelle appena coperti,
    interni d’inferno,
    violenta anatomia,
    ma nella cipolla – cipolla,
    non visceri ritorti.
    Lei più e più volte nuda,
    fin nel fondo e così via.
    Coerente è la cipolla,
    riuscita è la cipolla.
    Nell’una ecco sta l’altra,
    nella maggiore la minore,
    nella seguente la successiva,
    cioè la terza e la quarta.
    Una centripeta fuga.
    Un’eco in coro composta.
    La cipolla, d’accordo:
    il più bel ventre del mondo.
    A propria lode di aureole
    da sé si avvolge in tondo.
    In noi – grasso, nervi, vene,
    muchi e secrezioni.
    E a noi resta negata
    l’idiozia della perfezione.

  2. Giuseppe Capano Scrive il apr 11, 2014 | Replica

    Buongiorno Maria,
    ti ringrazio di tutto, mi piace molto questa poesia che non conoscevo (a dire il vero neanche l’autrice, ma colmerò questa mia ignoranza!).
    Ti dispiacerebbe se la mettessi in un prossimo post?
    Vale indubbiamente la pena di farla conoscere e ribadire la “bellezza” delle cipolle.

    Buona giornata

    Giuseppe

  3. Maria Bonaria Scrive il apr 11, 2014 | Replica

    Sono contenta ti sia piaciuta la poesia: la poetessa ne ha scritto di bellissime.
    Certo che puoi scriverne: la Wisława ne sarebbe stata felice: non era certo gelosa delle sue poesie.
    Come tu non sei geloso delle tue ricette!

  4. Giuseppe Capano Scrive il apr 11, 2014 | Replica

    Bene Maria,
    se non oggi la uso e la riporto a breve!
    Giuseppe

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