La mortificazione del gusto e dei sapori

Scritto da Giuseppe Capano il 15 maggio 2014 – 23:44 -

Maionese di soia 318Il post di ieri ha avuto diversi commenti, opinioni preziose perché confrontarsi è la premessa per crescere e aumentare la propria consapevolezza e conoscenza.
Riprendo brevemente il discorso per precisare alcuni aspetti come a pezzi ho raccontato in alcune delle risposte che ho dato agli amici che si sono affacciati alla mia finestra.

La critica non era tanto sul fatto che si cerchi di imitare i piatti classici di carne, come dicevo a Michele questo può essere fatto senza grossi problemi se poi si inserisce in un quadro complessivo di offerta intelligente, sana e ben fatta.
Io stesso ricorro a riferimenti alle preparazioni classiche con prodotti di origine animale e la maionese che rimetto in foto e pubblicata qualche mese fa ne è un lampante esempio.
Per altro una versione di maionese in chiave vegetale che personalmente ritengo superiore al modello originale e con molte meno implicazioni igieniche giusto per citare qualche aspetto critico.
Piuttosto la riflessione nasceva da un lato sui riflessi sulla salute che devianze di questo tipo comportano visto che si segue la pericolosa illusione di mangiare cibi sani e si finisce negli uguali meccanismi di chi consuma hamburger e company veri.
Cibi vegetali, ma medesima filosofia consumistica del modello fastfood.
Dall’altro c’è la riflessione per me più strettamente tecnica e inerente il mio lavoro, la mortificazione del gusto e dei sapori a favore del puro guadagno.
Io penso sia una mortificazione grave che avviene non solo in questo caso, ma in tanti altri.
E questo fa male, a noi tutti, molto più di quanto si possa credere.

Maionese di soia 518


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