La nostra salute dipende anche dalla salute dell’agricoltura

Scritto da Giuseppe Capano il 16 giugno 2017 – 22:11 -

Pesche vegetariamoci 318Mercoledì scorso nel post dedicato all’intervista per la radio svizzera sull’uso delle frutta all’interno delle ricette citavo le pesche e una loro gustosa preparazione, questo frutto appartiene all’estate e insieme a tanti altri sono l’anima e il cuore di una terra Italiana.
È ridicolo dal mio punto di vista specificare quale terra in termini di regionalità, bisognerebbe capire che l’agricoltura, le sue produzioni e le persone che faticano nei solchi umidi o polverosi, dritti, impervi, scoscesi, piani, tutti loro sono un nostro patrimonio e una nostra ricchezza.

Dovremmo quindi, come del resto facciamo con le nostre “proprietà” intime di casa, essere attenti nel far si che tutto questo si mantenga nel migliore stato possibile.
Ne guadagniamo in salute consumando frutti e ortaggi buoni, vedendo il paesaggio respirare e vivere, l’aria sopra di esso più pulita, la gente della terra più serena e consapevole del grande merito che ha, le buone tradizioni popolari confermate, un onestà generalizzata anche al commercio finale.
Dovremmo se non fossimo come avvolti da una sorte di intontimento generalizzato scatenato da un potente stregone in apparenza indistruttibile, il denaro.
Vogliamo consumare si la tanto decantata frutta che in tanti ci dicono e raccontano fa così tanto bene (compreso me!), ma guai a spendere oltre una certa soglia, tutto sommato ha poca importanza il perché costi così poco quando ci allettano con il sottocosto e fare l’affare al supermercato è più importante di tutto il resto.
Che è invece adesso in agonia, basta leggere e sentire un qualsiasi agricoltore nel momento, questo, in cui ad esempio le pesche sono in abbondanza sui mercati.
Leggendo le grida di una cara amica produttrice si possono capire molte cose e qui ne riporto alcuni stralci significativi convinto che possano essere illuminanti per molti.
“…..I mercati sono saturi, fermi, immobili. Le cooperative hanno le celle frigorifere piene di prodotto non lavorato, alcune hanno bloccato la raccolta, le pesche e le nettarine che sono pronte per essere raccolte se la raccolta slitta di un giorno sono perse.
Si perdono quintali di prodotto, si perde un anno di lavoro, di fatica, di progettualità, di rischi e di investimenti. Si perde il futuro lavorativo. Questa campagna è partita già con il piede storto, già per le albicocche e le pesche hanno seguito a ruota libera.
Nessuno ne parla. E’ un’atroce verità che circola solo nei campi. Tra la gente, i consumatori, i rivenditori, la stampa silenzio. La stampa ha spazio per qualsiasi stupidità ma tu hai mai visto una notizia relativa al settore agricolo far capolino in una di queste testate da carta straccia che si presumono l’informazione libera del Paese?
Io lo grido a tutti: riappropriatevi del vostro cibo, difendete chi lo produce……….”
Faccio mio questo grido e per quanto possibile invito sempre a riflettere su quello che stiamo acquistando, oggi ci concentriamo scientificamente solo sulle componenti organiche e nutrizionali che portano salute all’organismo, tutto questo sembra giusto e corretto, logico e appropriato, ma pecchiamo di superficialità.
Ritenere egoisticamente che la salute possa risolversi nel consumare cibo sano a prescindere dal suo costo, dalla sua origine, dal metodo di produzione e dalla logica di equa distribuzione è un errore.
E lo è ancora di più quando di chi produce e come produce non ci importa nulla pensando che la terra, il paesaggio, la cultura e le colture siano monumenti immobili destinati a eterna bellezza.
Quello che invece sta accadendo, similare alla situazione dei veri monumenti dell’uomo passato rimasti fortunatamente a noi, è una progressiva distruzione e decadimento.
Domani intorno a noi potremmo non vedere più terre arate, cigli e bordi curati, armonia di saliscendi colorati, vedute di paesaggi mozzafiato, cascine curate e ritte, donne e uomini sorridenti e sereni, se non felici almeno contenti del loro lavoro.
Cosa centra quella pesca che avete in mano comprata alla modica cifra di pochi centesimi sotto l’estasi di un affare imperdibile?
Molto, centra molto!!!

Pesche vegetariamoci 2013 518


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