La piccola favola dell’insalata con i dolori articolari

Scritto da Giuseppe Capano il 29 agosto 2017 – 23:18 -

Insalate favola 318L’idea di questa micro favola è nata da un refuso divertente capitato ieri durante la scrittura del precedente post, stanchezza e troppo lavoro ne hanno determinato la simpatica genesi, l’attenta amica Anna lo ha notato quando ormai era troppo tardi e qualche rimando errato è rimasto, ma dalla sua piacevole e stimolante osservazione eccomi qui a raccontare!!!
“……..Nel lussureggiante regno delle insalate ci fu un tempo in cui molti dei suoi abitanti non riuscivano mai a innalzare come dovuto e arditamente desiderato le proprie foglie al cielo, loro le succulenti foglie si accasciavano inevitabilmente e tristemente al suolo.

Tanto che alcuni degli abitanti decisero di non produrre più foglie, si vergognavano di vederle stese e spente dal sole, sporcate dalla terra, più morte che vive, un disonore così grande da far tacere ogni speranza diversa e opposta alla rassegnazione.
Così un giorno il re del regno delle insalate chiamò alla sua corte il più famoso medico di tutti i regni esistenti e gli diede l’incarico di scoprire il misterioso e preoccupante arcano.
Dapprima si esaminò il terreno perché tutti pensavano e sostenevano che il regno fosse malato alla radice, cioè su cosa poggiava per vivere, la terra.
Ma lei la terra era più sana che mai, c’erano al suo interno tanti di quei simpatici vermetti che scavavano, rivoltavano, areavano, insomma erano perfetti maggiordomi di terra.
Allora qualcuno, si proprio quel qualcuno cattivo che in ogni regno esiste e che cerca sempre di diffondere maldicenze solo per sua soddisfazione personale (una malattia incurabile purtroppo malgrado le ricerche e studi di molti professori ed esperti in materia), accusò d’improvviso proprio i simpatici vermetti.
I quali indispettiti si coalizzarono e di colpo smisero di scavare, rivoltare e areare tanto che lo stesso castello del re comincio a diventare instabile e pericoloso.
Quel qualcuno questa volta la fece grossa e così le migliori guardie lo portarono celermente nelle segrete più nascoste e una delegazione in pompa magna si recò dai vermetti con le dovute scuse.
E finalmente tutto tornò come in precedenza, la terra era produttiva come prima e il medico poté di nuovo continuare con la sua ricerca del male.
Si affidò alle spensierate nuove tecniche di un gruppo di giovani sperimentatori di stravaganti strumenti diagnostici che vollero per loro le foglie delle insalate malate.
Non fu così facile in realtà, chi mai darebbe la sua parte più brutta a degli estranei solo per la promessa vaga di saper da quella trovare soluzione al male?
Ma il medico aveva un bel saper fare e così tra una carezza e l’altra alle foglie più belle convinse le insalate a donargli un lembo ciascuno delle parti tenute nascoste per vergogna.
Il verdetto fu immediato, questi giovani erano proprio trasandati e neanche io che racconto ne avrei ascoltato le tesi, eppure avevano ragione.
Le insalate erano state colpite da un malanno ancora sconosciuto, quello che alle articolazioni delle foglie faceva mancare la rigidità necessaria.
Divennero così conosciute da tutti come le belle insalate con i dolori articolari, un caso eccezionale e unico tra i regni del mondo vegetale.
Il medico ricordò allora che molti anni prima un gruppo di nuove piante a foglia chiese di poter entrare e vivere nel regno delle insalate, ma dai più vennero stizzosamente respinte.
Loro le nuove piante a foglia erano figlie di una famiglia potente che per il regno delle insalate era però miscredente e buona tuttalpiù a diventare verdura cotta, certo mai insalata.
In più le verdi foglie delle nuove piante erano amare e come mai avrebbero potuto essere assimilate alle dolci insalate del regno?
Anche qui per fortuna però il bel saper fare del medico convinse il re e filari di queste nuove piante affiancarono le insalate malate, loro erano le rucole figlie della famiglia dei cavoli.
Così dopo pochi giorni le insalate rividero finalmente le loro foglie alzarsi al cielo, diventare turgide, tese, dritte, croccanti, vitali, avevano perso tutti i sintomi dei dolori articolari.
E la rucola fu proclamata insalata dell’anno e tutti presero da lei le virtù curative, da li a poco altre verdure amare a foglie sarebbero venute ad abitare il regno, erano i rossi radicchi di cui racconteremo le gesta in un’altra occasione!!!…”

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