L’eccellente pasta, metafora del mangiare poco e di qualità

Scritto da Giuseppe Capano il 18 luglio 2012 – 23:13 -

Spaghetti allo zafferano con zucchine e cannelliniDa un post di Cinzia Tosini che si chiedeva provocatoriamente se la convinzione che la pasta faccia ingrassare sia verità o leggenda interpellando per questo un esperto di nutrizione sono nate interessanti osservazioni.
Tralascio di per se le osservazioni più ovvie, solo chi è ignorante di nutrizione (è non voglio offendere nessuno con questo, il termine per me indica esclusivamente chi ignora e non conosce la materia specifica) può pensare che la pasta di per se sia un alimento negativo con conseguenze dirette sul peso corporeo.

Purtroppo di convinzioni estreme e sbagliate siamo tristemente circondati visto le boiate che molti presunti esperti che abbondano nei vari media ci sparano giornalmente.
In un altro post in cui parlavo dello zucchero ribadivo un concetto a me molto caro, credo sia da tenere bene in considerazione e ne approfitto per ribadirlo ancora con forza, ovvero non esiste un alimento negativo di per se, è esclusivamente l’uso che ognuno di noi ne fa che lo trasforma in benessere o malessere.
Detto questo mi avevano colpito alcuni commenti interessanti su cui per punti vorrei a mia volta commentare perché credo siano elementi interessanti su cui riflettere.
Partendo dal presupposto che prodotti curati, di qualità e magari a natura biologica costano cari un commento ha riportato fra le altre cose che “mangiare sano oggi è un lusso”, presumo anche per il condizionamento dovuto al presente di crisi economica che ci circonda.
Molte volte e in contesti molto diversi mi sono sentito dire una cosa simile e la mia risposta è sempre stata la stessa, “non è vero”, piuttosto è vero che alimentarsi bene costa fatica intellettuale e non è quel meccanismo naturale che in tanti immaginano, richiede fatica, impegno e conoscenza, è il presupposto per prevenire quasi tutto il male patologico che ci può arrivare e non può essere lasciato ne all’istinto ne alle convinzioni di altri.
Tocca a ognuno di noi la sua quota di impegno in questo senso, altrimenti poi è inutile lamentarsi o attribuire al solo prezzo finale dei prodotti la responsabilità di tutti i mali, certo dovrebbe essere anche materia di studio obbligatoria visto tutto il bene che può fare, ma su questo rischiamo di aprire un altro mondo immenso.
Chi faceva l’affermazione che riportavo sopra, comunque, dava in pratica la stessa mia risposta nel continuo del suo commento, mi è piaciuta e la sintetizzo qui: “………….siamo molto lontani dal mangiare sano, un termine che impropriamente attribuiamo più alla tipologia di pietanze che al suo reale valore di salute,……….di fatto a molti non interessa mangiare sano ma solo consumare ciò che piace a prescindere dal suo valore nutrizionale”.
E con questo arriviamo alla seconda importante considerazione che mi ha trovato pienamente d’accordo: “in Italia si mangia troppo e male!”
Cerchiamo però di capire bene questa affermazione perché immagino che in molti sono sobbalzati sulla sedia, non si dice che in Italia si mangia qualitativamente male per mancanza di storia, cultura alimentare e scarso repertorio di cucina, piuttosto cullati nell’illusione di essere i migliori cucinieri non ci rendiamo conto che l’alimentazione quotidiana è eccessiva, monotona, dipendente più da input pubblicitari che da cultura alimentare.
In poche parole abbiamo un tesoro immenso di qualità e storia, ma ne stiamo perdendo la coscienza sfogando con il cibo problematiche che dal cibo dovrebbero essere allontanate come la peste.
L’elevato e continuo aumento dell’obesità in un paese culla della dieta mediterranea, malgrado il termine sia per molti controverso, è il sintomo più eloquente di questa deriva il cui contraltare sono il continuo rincorrere diete ridicole, scritte da presunti guru stranieri, il cui fulcro è quasi sempre l’elevato business alle spalle e i cui effetti si spengono nella manciata di qualche mese.
Insomma ci sarebbe da scrivere e dire ancora tanto, magari faremo altre puntate sullo stesso argomento, ma ora per non lasciarvi solo amaro in bocca eccovi una mia vecchia ricetta di primo piatto con le stagionali zucchine che nel suo piccolo rende la dovuta giustizia alla pasta, questo nostro eccellente alimento.

 

Spaghetti allo zafferano con zucchine e cannellini

Spaghetti allo zafferano con zucchine e cannellini

Ingredienti per 4 persone

  • 3 zucchine medio piccole,
  • 2 spicchi d’aglio,
  • 2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato,
  • 1 mazzetto di maggiorana fresca,
  • 2 cucchiai di panna da cucina,
  • 2 bustine di zafferano,
  • 320 g di spaghetti,
  • 200 g di fagioli cannellini lessati in precedenza,
  • olio extravergine d’oliva,
  • pepe,
  • sale

Preparazione

  1. Lavare le zucchine, asciugarle e tagliarle in piccoli dadini, sbucciare e tritare finemente l’aglio, preparare il parmigiano, sfogliare, lavare e asciugare la maggiorana.
  2. Rosolare l’aglio in una padella antiaderente per 1-2 minuti a calore medio insieme a 2-3 cucchiai d’olio, aggiungere le zucchine, salare, coprire e cuocere per altri 15 minuti circa.
  3. Nel frattempo mescolare la panna con le due bustine di zafferano e portare a ebollizione abbondante acqua.
  4. Togliere le zucchine cotte dalla padella filtrandole da gran parte del fondo di cottura e mettere a lessare gli spaghetti.
  5. Unire i fagioli al fondo di cottura delle zucchine rafforzato con un altro cucchiaio di olio, lasciarli insaporire qualche minuto e aggiungere la panna allo zafferano e una macinata di pepe.
  6. Mescolare e frullare finemente il tutto versando l’acqua di cottura degli spaghetti necessaria a ottenere una fluida salsina.
  7. Scolare al dente gli spaghetti e condirli con la salsina di zafferano e fagioli, la maggiorana e il parmigiano, mescolare bene, distribuire nei piatti, adagiare sopra le zucchine trifolate e servire.

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2 Commenti per “L’eccellente pasta, metafora del mangiare poco e di qualità”

  1. Michele Tuveri Scrive il lug 26, 2012 | Replica

    ciao Giuseppe, cucinata l’altro giorno: mi è piaciuta molto e anche ad altri insieme a me. Mi piace anche la collaborazione gustosa fra cereali, legumi, verdure e spezie. Insomma una grande soddisfazione. La prossima volta provo a coprire meno le zucchine, durante la loro cottura, per colorirle di piu’ (anche nel gusto)
    a presto
    michele

  2. Giuseppe Capano Scrive il lug 26, 2012 | Replica

    Ciao Michele, grazie come sempre di questi tuoi puntuali riscontri e prove dei miei piatti, è sempre una bella soddisfazione personale.
    Si potresti provare a non coprire le zucchine, il consiglio e prudenziale, nel senso che spesso se si usa una padella più grande del necessario le zucchine tendono a bruciare e cuocere male, mentre il coperchio rimedia almeno parzialmente.
    Ma vista la tua ormai abilità in cucina questo non succederà per cui nessun problema in merito.
    Il mix cereali, legumi, verdure e spezie è uno dei miei fili conduttori, sono contento che tu l’abbia ben notato.
    A prestissimo.
    Giuseppe

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