Leggere fa bene anche per chi cucina

Scritto da Giuseppe Capano il 21 settembre 2017 – 23:07 -

Lettura appassionata 318Se c’è una cosa che mi manca tantissimo in tutto questo turbinio di progetti che seguo e mi lasciano poco spazio è la bellezza sublime di leggere un libro, quel ritrovarsi nell’angolo preferito e con una delle più semplici e incredibili gioie trovarsi a sfogliare pagine di carta.
Una parentesi di vita in cui si è apparentemente soli mentre in realtà si è pienamente nel mondo parallelo e vivo di chi ha scritto parole, frasi, storie, avventure, emozioni, suggestioni, scenari che la mente si diverte poi a vedere come sogni ad occhi aperti.

Il potere di un normale libro rimane fortissimo e intatto, credo (naturalmente a mio parere) che neanche il più sofisticato strumento elettronico si avvicini neanche lontanamente a tale potenza.
E quasi sempre siamo di fronte a una pagina bianca con scritte in nero, l’antitesi della grafica più spinta che contorna gran parte degli oggetti che ci circondano.
Per questo il potere di un libro colpisce continuamente, non ha bisogno di apparenze, contano le parole, come sono scritte, cosa vogliono e possono dirci, i brividi che sanno darci, i territori dove sanno portarci, le idee che sanno stimolare, le soluzioni che sanno farci trovare.
È come aprire un baule e trovare un tesoro nascosto dietro un altro tesoro e così all’infinito o fino a che un altro libro non viene preso in mano e letto.
Questo può succedere con qualsiasi libro anche quello che sembra il più noioso e inutile, il più superfluo, il più futile e non necessario.
Perché non sono i pareri altrui a decretarne la bellezza, ma unicamente le nostre considerazioni e quello che a noi, solo a noi, quel libro sa darci.
Questa esclusività è per ora ineguagliabile, parafrasando Pirandello un libro può donare una, nessuna o centomila emozioni e siamo solo noi a stabilirlo.
A me manca moltissimo leggere e trovarmi in quei momenti intimi libro-persona, rivendico per altro che la mia relativa bravura tra i fornelli è dipesa molto da quanto sono riuscito a leggere.
Perché leggere fa bene anche a chi cucina se non soprattutto, non importa cosa si legge, da qualsiasi parola scritta nasce un insegnamento che può tradursi nella creatività compositiva che per cucinare è assolutamente indispensabile!!!

Lettura appassionata 518


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