L’uomo dell’orto del sud che non c’è più

Scritto da Giuseppe Capano il 16 settembre 2013 – 21:06 -

Orto 381Stavo preparando un altro tipo di post nello stile consono a questo blog quando mi è arrivata una notizia che mi ha costretto a cambiare visione della giornata di oggi.
Sarà allora questo un racconto extra, per qualcuno un racconto poco in sintonia con tutto il resto ed eventualmente accoglierò le rimostranze, il punto è che ci sono valori umani che sono prioritari rispetto a qualsiasi incombenza lavorativa, professionale o di altro tipo.

La dipartita di una persona, in questo caso uno zio, rientra nell’ordine delle cose, ma è inevitabile che il lato umano di chi la vive sia toccato, se non altro nei ricordi belli lasciati e vissuti.
Ho la fortuna di avere due zii fatti simbiosi con l’orto, con questo spaccato di natura che trasuda letteralmente della genialità umana, di amore spassionato per gli alimenti, le piante, i semi, i frutti, i cicli stagionali, le attese, la rabbia per il tempo inclemente, la gioia per un raccolto pieno di sapore e la felicità di poterlo donare ai propri simili fraterni o anche sconosciuti se il caso.
Due zii, uno al sud l’altro al nord, molto diversi ma entrambi di orto vestiti sempre e comunque, le mani alternate nella terra e nella passione di un cuore innamorato del buon cibo prodotto da se.
Valori semplici come quasi sempre lo è la mia cucina e probabilmente un’eredità più che positiva mi è arrivata da questi due uomini.
Ecco da oggi l’orto del sud rimarrà solo, sconsolato, avvilito, la terra cercherà il suo amato senza trovarlo, gli alberi urleranno i loro rami al cielo, i frutti non sapranno più perché essere buoni, le foglie, le fronde, i supporti, i manufatti, gli attrezzi, i solchi non troveranno pace.
Il ricordo alimentare, il regalo alimentare, più sconvolgente che dall’orto e dalle mani di questo zio ho avuto l’onore di ricevere è stato in una calda giornata di luglio di un tempo memorabile in la, un la indefinito mescolato in quell’aurea magica che sono i ricordi belli tenuti chiuso in un angolo segreto.
Quando nella mia incredulità più assoluta, forse anche nell’innocente ingenuità della non conoscenza, mio zio in pieno luglio mi presentò un cesto colmo di arance di colore verde giallo e aspetto immaturo pensai a uno dei suoi soliti scherzi che amava fare.
Così rimasi titubante fino a che tirato fuori il suo coltello da lavoro non mi aprì a metà un frutto e mi “costrinse” all’assaggio.
La bocca e la mente si aspettavano l’aspro di un frutto stupidamente colto immaturo, ma quando il succo sublime, dolce, potente, profumato, sensuale toccò la lingua inondando tutti i suoi ricettori la bocca si arrese subito e la mente impazzì disorientata.
Sconvolgente mangiare arance così buone in pieno luglio, appena raccolte dai rami di un albero, un singolo albero, che subito mi parve come uno scrigno di magia, un oracolo di sapori, una metafora della vita che sa sempre sorprendere nel bene e nel male.
Chi fosse quell’albero, e sottolineo chi per dargli il giusto risvolto personale e umano che merita, non lo so e mai in realtà ha avuto importanza.
Ciò che è rimasto importante è stata la lezione di vita e la risata fragorosa e ironica di mio zio nel vedere la mia faccia.
Ecco tra i tanti ricordi mi tengo ben stretto questo, ma l’uomo che non c’è più merita molto di più.
Questa volta ho messo io le mani nella mia terra fatta di ricette e creazioni culinarie e tra i tanti raccolti di frutti ho trovato quello che è un doveroso omaggio di cucina.
Una ricetta che nella sua essenza lo rappresenta bene e che domani avrò il grande onore di rendere pubblica cambiando il suo nome.
Come è doveroso che sia.

Orto 581


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4 Commenti per “L’uomo dell’orto del sud che non c’è più”

  1. Michele Tuveri Scrive il Sep 17, 2013 | Replica

    ciao Giuseppe, mando un saluto a tuo zio e al suo orto
    michele

  2. Giuseppe Capano Scrive il Sep 17, 2013 | Replica

    Grazie Michele,
    apprezzo molto il pensiero.
    A presto
    Giuseppe

  3. Tiziana Scrive il Sep 18, 2013 | Replica

    Condoglianze Giuseppe. Magari un giorno, se ti verrà voglia, ci spiegherai meglio delle arance di luglio.
    Tiziana

  4. Giuseppe Capano Scrive il Sep 18, 2013 | Replica

    Ciao Tiziana,
    grazie.
    Si un giorno racconterò di queste arance, ma senza mio zio sarà dura riuscire a spiegare nei dettagli il tutto.
    Confido nel suo aiuto lo stesso!!
    A presto
    Giuseppe

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