Matematica alimentare

Scritto da Giuseppe Capano il 13 gennaio 2012 – 22:59 -

Dolcetti di kamut, cocco e uvetta Qualche giorno fa mi sono accorto di aver dimenticato in un angolo nascosto un sacchetto di farina di kamut e uno di polpa di cocco essiccata ridotta in farina, già utilizzati in precedenza in altre preparazioni.
Per non lasciarli ulteriormente a conservare ho deciso di accoppiarli per usarli come base di alcuni dolcetti.
Tra le altre cose vi erano anche delle ottime noci rimaste dalle recentissime feste, sgusciate, pesate e tritate sono state messe dentro anche loro.
Poi è toccato a dell’uvetta un po’ troppo raggrinzita dal tempo, un buon bagno caldo ristoratore (il bagno caldo non serve solo agli uomini, a volte anche agli ingredienti!!) e via unite alla lista precedente.
Cosa mancava? Allora la base grassa e aggregativa, ho scelto una strada semplice, uova. Abbinate però con olio d’oliva, giusto per mantenere una componente grassa più sana e originale, olio poi rafforzato con l’aroma di arancia.
Anche per il dolcificante mi sono rivolto a un classico, anche se forse abusato, zucchero bianco.
In aiuto ai miei dolcetti del lievito per dolci e un benvenuto latte.
Se vi chiedete come nascono a volte le ricette eccovi svelati alcuni scenari, in alcuni casi c’è uno studio a tavolino, ma in molti altri, come questo, scatta l’input e si crea, ci si guarda intorno, si pensa, ipotizza, si somma usando quella matematica alimentare che dovrebbe far parte del patrimonio di ogni bravo cuoco e soprattutto si gioca e si rischia, questo è il bello.
Naturalmente è ancora più bello se si esce vincitori con una ricetta che poi viene apprezzata.
Per quanto bravi non sempre si vince, e questa è un ottima cosa, non fa perdere di vista l’imprevedibilità del gioco di cucina, che per molti versi assomiglia all’imprevedibilità della vita stessa.
E ci lascia quella dose di umiltà assolutamente indispensabile per saper vivere con saggezza.
Giocate, divertitevi e gustate.

 

Dolcetti di kamut, cocco e uvetta

 

Dolcetti di kamut, cocco e uvetta

Ingredienti per 8-10 persone:

 

  • 250 g di uvetta secca,
  • 1 cucchiaio abbondante di buccia di arancia grattugiata,
  • 100 ml di olio d’oliva,
  • 500 g di noci intere,
  • 500 g di farina di kamut,
  • 100 g di polpa di cocco secca in farina,
  • 200 g di zucchero bianco,
  • 1 bustina di lievito per dolci,
  • 4 uova,
  • 150 ml circa di latte,
  • carta da forno

 

Preparazione

 

  1. Mettere a bagno l’uvetta in una tazza di acqua calda e lasciarla ammorbidire per 20 minuti circa, preparare la buccia di arancia e mescolarla con l’olio di oliva.
  2. Sgusciare le noci e tritarle finemente, mescolare insieme la farina di kamut, il cocco, lo zucchero, le noci tritate e il lievito per dolci, disporre a fontana su una spianatoia e mettere nel mezzo le uova sgusciate e l’olio di oliva all’arancia.
  3. Impastare gli ingredienti con le mani ottenendo un composto semi asciutto, trasferirlo in una terrina e versare il latte fino a renderlo morbido, unire a questo punto l’uvetta scolata dalla propria acqua.
  4. Rivestire una placa con carta da forno e mettere ben distanziati un cucchiaio di composto per volta, cuocere nel forno caldo a 160 gradi per 20 minuti abbondanti fino a rendere ben dorata la parte esterna, raffreddare e servire, preferibilmente il giorno dopo.

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Postato in Dolci e Dessert, Ricette vegetariane | 2 Commenti »


2 Commenti per “Matematica alimentare”

  1. miriam Scrive il Dec 18, 2012 | Replica

    Caro e bravo Giuseppe,
    leggo sempre con molto interesse il tuo blog e le sue pubblicazioni. Vorrei chiederti qualche delucidazione in merito alla farina di kamut per la preparazione di torte e muffin per bambini e, più precisamente, se vi sono accortezze da adottare per ottenere dolci morbidi (ad es. non so se il dosaggio del lievito deve rimanere invariato rispetto alla normale farina bianca, se è auspicabile aggiungere maizena, ecc.).
    Nel ringraziarti ti porgo di cuore i miei migliori auguri di un sereno Natale e prospero anno nuovo. Miriam

  2. Giuseppe Capano Scrive il Dec 18, 2012 | Replica

    Buongiorno Miriam,
    grazie molte per i complimenti e per la tua costanza nel leggere quello che scrivo.
    Venendo alla domanda direi che la dose di lievito, trattandosi in questi casi di lievito per dolci, può rimanere la stessa; sulla morbidezza puoi invece intervenire in diversi modi, personalmente prediligo la farina di riso che se da un lato asciuga mantiene una bella morbidezza finale, in particolare se nel dolce è presente della frutta, altrimenti come già suggerivi tu qualche amido come maizena, fecola o ancora meglio frumina se non hai problemi di celiachia.
    Come riferimento potrebbe essere una dose di 1/3 di queste aggiunte rispetto alla farina se vuoi un effetto molto marcato, 1/5 se lo vuoi meno pronunciato. Questi gli interventi più semplici, altrimenti un ottimo effetto lo da la farina di lupini e in seconda battuta quella di fave, ma sono ingredienti non facilmente trovabili nei normali canali distributivi; poi ci sarebbero tante altre cose ma il discorso è abbastanza lungo a articolato perché dipende da tante altre variabili.
    Comunque se hai altri dubbi scrivimi pure.
    Un augurio di buone feste e buon anno a te.
    Giuseppe

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