Meditare in cucina e in montagna

Scritto da Giuseppe Capano il 9 marzo 2012 – 22:48 -

FioriPost un po’ personale, giusto per non raccontarvi sempre di cibo e ricette.
Oggi sono andato a rinnovare la mia tessera del CAI, per chi non lo conoscesse il benemerito, storico e longevo club alpino Italiano.
Il mio attaccamento alla montagna rimane forte, non a caso ho deciso di vivere in un paese di montagna e anche se non frequento più in maniera massiccia i monti tutte le volte che posso ne percorro i sentieri.

Prima facevo anche di più, alpinismo, arrampicata, ora mi accontento di vivere la montagna in meditazione mentre cammino, trovo sia molto simile al lavoro di cucina, si è concentrati in entrambi i casi ad ascoltare il proprio spirito, i pensieri, la determinazione ad arrivare alla meta, la fatica e la tensione, la bellezza finale di vedere gli orizzonti sognati e immaginati, il piacere di assaporare dopo nel proprio intimo, quando tutto è finito, l’incanto di ciò che si è fatto.
Si è un buon parallelo, anche se non sembra, guardare la maestosità della natura è possibile non solo negli aperti spazi della montagna, ma anche nei più umili piatti preparati al chiuso di una cucina, soprattutto quando non si bleffa ricorrendo a macchine, strumenti o ingredienti facilitatori.
Ben inteso legittimi per chi non è interessate a vedere questi orizzonti, ma nella mia filosofia trovo molto più ardito e grande cucinare con la natura in se raccogliendo i tanti messaggi che sa dare.
Attraverso gli alimenti in senso stretto da un lato o tramite elementi di collegamento tra mondo montano o mondo della cucina, come ad esempio l’uso dei fiori.
Non ho mie ricette specifiche da riportarvi con i fiori, nel senso che non ho materiale fotografico adeguato, cercherò di recuperare questa primavera, nel frattempo andate qui, trovate una bella descrizione di alcuni fiori e alcune scenografiche e intriganti ricette che li vedono protagonisti.

Orizzonte montano


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4 Commenti per “Meditare in cucina e in montagna”

  1. Nadir Scrive il mar 10, 2012 | Replica

    Sono nata in una città di mare e lo porto nel cuore, ma ho imparato ad amare la montagna, le passeggiate, i sentieri, i prati e tutta la vita che ospitano, anni fa facevo birdwatching e mi è rimasta l’abitudine ad osservare, e a riflettere. Hai ragione, quandosi cucina la riflessione e l’introspezione si affacciano spesso, è un’attività rilassante se hai un pò di tempo da dedicarle. Io comunque uso gli “aiuti” in cucina anche se preferisco il pane di Pasta Madre impastato a mano, ma a volte i tempi sono stretti e bisogna scendere a compromessi.
    Buon fine settimana e buone passeggiate :)

  2. Giuseppe Capano Scrive il mar 10, 2012 | Replica

    Grazie, buon fine settimana a te.
    Il riferimento agli aiuti esagerati era rivolto più alla mia categoria che alle normali persone che nella propria casa hanno, come giustamente dicevi tu, spesso bisogno di aiuti pratici che rientrano in realtà nella norma delle operazioni di cucina.
    È che nelle cucine professionali si va spesso oltre il reale necessario, si perde l’amore per quello che si fa, tutto diventa solo meccanica economica, gli stessi operatori non ti sanno spiegare il senso di quello che hanno fatto ne quello che gli ha comunicato e che dovrebbe comunicare al cliente.
    Comunque discorsi noiosi tutto sommato, meglio farsi una bella camminata.
    A presto
    Giuseppe

  3. Elena Scrive il mar 10, 2012 | Replica

    Evvvia le camminate in montagna (o in campagna, tanto per accontentarsi) e la cucina semplice e davvero non artefatta!!

  4. Giuseppe Capano Scrive il mar 10, 2012 | Replica

    Grazie Elena, condivido in pieno.

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