Noci preziose

Scritto da Giuseppe Capano il 23 ottobre 2011 – 12:59 -

NociIn questi giorni sto finendo di scrivere un articolo sulle noci che uscirà sul numero di gennaio della rivista Cucina Naturale e così mi sono documentato sulle notizie più recenti riguardanti questo eccellente frutto secco dalle innumerevoli e potenti doti nutritive e preventive.
La prima notizia, negativa, è che l’Italia ha perso la leadership mondiale nella produzione di noci e attualmente ne è un grande importatore. Da noi la maggior parte delle noci si produce nel meridione – Campania in testa – dove le principali varietà sono Sorrento e Malizia e l’albero è coltivato non solo per i frutti ma anche per ricavarne pregiato legname.

Elevati costi di produzione e bassi prezzi di vendita sono i fattori che influenzano negativamente la redditività con la conseguenza che la produzione italiana copre ormai solo il 20% del fabbisogno nazionale.
Tutto il resto è importato.
Il ciclo prevede che nei primi 6 mesi dell’anno solare il primo paese fornitore di noci in guscio importate sono gli Stati Uniti, seguiti dopo Giugno dall’America meridionale (Cile e Argentina) e dall’Australia. Anche la vicina Francia ha un ruolo importante, mentre nuovi fornitori europei, come Ucraina e Bulgaria stanno aumentando la loro presenza.
Anche ammettendo (ma siamo nel campo delle ipotesi di fantasia) una produzione di qualità in termini di rispetto ambientale e sociale rimane la grossa ferita di un distacco sempre più netto dal pensiero e dalla prassi stagionale che questa dinamica commerciale porta con se (ovviamente si ritrova per molti altri prodotti).
Per cui non si tratta tanto di voler vantare un primato produttivo perso, quanto la preoccupazione di vedere sempre più aumentata questa ferita, insomma torniamo a produrre le nostre noci, aiutiamo l’agricoltura, difendiamo la stagionalità e il territorio.
Di contro ho letto da una fonte locale della proposta di sostituire in Romagna, almeno in parte, la tradizionale coltivazione di pesche  con quella di noci, una pianta che in Romagna ha radici profonde. Nel comunicato, infatti, si ricorda come su questo territorio un tempo ogni casa colonica aveva la propria pianta di noce che raggiungeva anche dimensioni ragguardevoli.
Un bel ricordo legato alla valorizzazione del territorio che ci può fare ben sperare su un approccio più in sintonia con la natura.
Qui invece trovate una golosa ricetta a base di noci.

Noci


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