Non esistono svantaggi nell’uso della verdura fresca

Scritto da Giuseppe Capano il 30 maggio 2012 – 22:35 -

VerzaLeggevo in questi giorni un inchiesta di Altroconsumo sulle etichette dei prodotti confezionati che mettono in bella vista grandi quantità di frutta e verdura per poi contenerne una pallida imitazione con percentuali risibili, se non fosse che purtroppo non c’è niente da ridere.
Un inchiesta ben fatta come spesso fa questa associazione e che giustamente mette in primo piano un aspetto importante della “falsa” comunicazione che così spregiudicatamente l’industria mette in atto e che come esca succosa attira impunemente gli ignari compratori.

Ma dell’inchiesta in se ne parlo magari in un prossimo post, ciò che mi ha subito colpito è stato altro, una giusta puntualizzazione nata con i migliori auspici che ha però lasciato sul campo molte perplessità e una riflessione di sostanza.
Si è partiti, ripeto giustamente e prontamente, sottolineando come anche la verdura e la frutta possono essere cibi “fast”, un termine orrendo ma a cui va riconosciuto un’istantanea riconoscibilità soprattutto nel pubblico giovane, sfatando subito un radicato pregiudizio di fondo.
Il secondo passo è stato definire come la verdura può essere trovata classificando gamme, caratteristiche, vantaggi e svantaggi di ogni proposta.
E arrivando agli svantaggi (????) del fresco si è scritto che ci sono i lunghi tempi di preparazione, un’affermazione che denuncia ancora una volta una mancanza di cultura e conoscenza culinaria grave e onerosa per chi la subisce.
Un onerosità inconscia di cui si fa fatica a capire i tanti danni che produce e che dovrebbe indurre a prevedere una formazione apposita fin da piccoli.
Cosa che avviene in micro progetti locali degni di nota, come ho raccontato nel post dedicato alle Pulci, ma che sono oasi in mezzo al deserto.
Mentre manca un’organica linea di azione che selezioni i veri temi importanti e basilari e lasci stare gli orpelli inutili, come la discesa in campo di presunti Vip, quanto più lontano esempio di buona cultura alimentare.
Insomma sembra sia proprio necessario trovare svantaggi nell’utilizzo della verdura fresca altrimenti non si saprebbe cosa scrivere in un contesto di confronto con altre tipologie di proposte.
È realmente così? Personalmente credo proprio di no, non esistono svantaggi nell’uso della verdura fresca di stagione, i tempi di preparazione sono spazi di benessere e come tali andrebbero enfatizzati, esistono poi mille modi per renderli meno lunghi, esistono strategie per trasformare il lavoro in cucina in puro benessere che precede il benessere dato da ciò che si consuma preparato dalle proprie mani che toccano cibo vero, tangibile, sporco e per questo appartenente pienamente a se stessi.
Ma come dicevo prima è a priori una questione di cultura e conoscenza, anche di chi scrive e comunica.

Verdura in cassetta


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Postato in Cibo, cultura e società | 4 Commenti »


4 Commenti per “Non esistono svantaggi nell’uso della verdura fresca”

  1. Nadir Scrive il mag 30, 2012 | Replica

    Certo il tempo per mondare e lavare la verdura è più lungo di quello che serve ad aprire la busta (magari apri-chiudi) e a versare l’insalata nel piatto… ma personalmente preferisco lavarmi l’insalata e sapere che è fresca! Purtroppo sono in molti che gestiscono la propria vita in modo frenetico, e non si lasciano il tempo di godere delle piccole cose.
    Ciao Giuseppe, ti auguro una buona notte

  2. Giuseppe Capano Scrive il mag 30, 2012 | Replica

    Grazie Nadir, buona notte a te. Rapidissima nel commento, brava, approvo tutto quello che hai scritto. Ora mi arrendo al letto anche io.
    A presto
    Giuseppe

  3. Michele Tuveri Scrive il mag 31, 2012 | Replica

    concordo, solo verdura fresca cruda pulita al momento, ed è proprio una questione di “cultura e conoscenza”. Sia per essere sensibili alla deprivazione sensoriale conseguente all’uso di buste e alla mancata frequentazione di radici e terriccio profumati, che per cogliere la truffa di pagare più care verdure necessariamente degradate e con conservanti. Non ho prove di adulterazioni, e magari queste potrebbero essere inchieste interessanti, ma me l’ha detto cmq l’assaggio :-)

  4. Giuseppe Capano Scrive il mag 31, 2012 | Replica

    Ciao Michele, hai fatto un assaggio lungimirante per capirlo, denota un ottima sensibilità, e non servono prove per questo, conta molto di più riflettere con la propria testa avendo un minimo di conoscenza alimentare per capire come hai fatto tu che si tratta di una truffa enorme su cui fa comodo a molti tacere. Poi mi piace molto anche il termine che hai usato, deprivazione sensoriale, una definizione schiacciante che non concede repliche.
    Cercheremo di andare avanti nel percorso sulla cultura e corretta conoscenza alimentare, per quanto possiamo fare.
    A presto
    Giuseppe

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