Ospitalità rurale, territorio e promozione in cucina

Scritto da Giuseppe Capano il 1 giugno 2012 – 22:01 -

Vi preannunciavo lunedì, prima di essere inondato dalla sporca ondata di spam, che vi avrei parlato dell’esperienza vissuta nel week-end con tema ciliegia.
Siamo negli scenari paesaggisticamente dolci della provincia di Treviso ma la trama coinvolge anche la provincia di Udine e la realtà geografica della Carinzia, tutte accumunate da un progetto di valorizzazione, rafforzamento e qualificazione dell’offerta turistica rurale.
Obbiettivo principale incrementare l’attrattiva turistica delle strutture agrituristiche sul territorio transfrontaliero italo-austriaco attraverso una lunga serie di percorsi formativi articolati e diversificati, a questo indirizzo troverete molte altre informazioni in merito.

Sono stato invitato e partecipare a uno di questi percorsi e la casualità ha voluto che l’argomento fossero le ciliegie in concomitanza con una festa annuale in una zona della provincia di Treviso dedita attivamente alla coltivazione di questi irresistibili frutti rossi.
Per la precisione Maser, un piccolo paese della zona pedemontana del territorio Trevigiano che da il nome a una varietà di ciliegia dalle ottime caratteristiche organolettiche ampiamente coltivata nelle località che circondano la zona.
Il frutto si presenta con un intenso e deciso colore rosso scuro e si contraddistingue per avere una polpa succosa e rosastra molto gradevole al palato devo dire, anche se quest’anno le avverse condizioni climatiche hanno reso meno zuccherino il frutto con note leggermente più acidule che al mio palato, per la verità, non mi sono dispiaciute.
Comunque era una varietà di ciliegia che non conoscevo in maniera approfondita e l’invito con tanto di cena a tema è stato molto apprezzato proprio per una conoscenza più approfondita del prodotto.
Mi aspettavo molto dal menu incuriosito da come avrebbero usato la ciliegia nelle varie portate, invece il percorso seguito è stato un altro, una sequenza di piatti del territorio trevigiano e della Carinzia, interessante come conoscenza delle realtà gastronomiche, ma sul quale non posso nascondere la delusione di aver trovato la ciliegia presente solo nel dolce e per altro non come protagonista principale.
Anche perché come dicevo ieri è appena uscito un mio articolo in cui uso la ciliegia in diversi piatti e posso testimoniare che questo frutto si può usare tranquillamente in molte ricette salate, oltre che nei consueti dolci.
Mi permetto quindi di fare un unico appunto alla bella serata passata nella bella location di Villa Bolzonello, sforzarsi di far rientrare i prodotti del territorio da valorizzare direttamente nei piatti proposti come segno tangibile del loro indiscusso valore e forza culinaria.
In ogni caso l’idea di mettere a confronto due Chef di tradizione e nazionalità diverse per far vedere in diretta la realizzazione dei loro piatti in un confronto costruttivo e di crescita è stata ottima e potrebbe servire da esempio a molte altre realtà geografiche che cercano metodi concreti per la valorizzazione del proprio territorio.
All’interno del menu proposto ho poi trovato delle note interessanti che racconterò con più dettagli e foto nel portale Cucina&Salute insieme a tutta una serie di notizie più approfondite e la citazione dei protagonisti e organizzatori della serata.
Qui volevo rendere il giusto omaggio ai due Chef, per la parte Italiana lo Chef Giuliano Fiorotto, per quella Carinziana Elisabeth Burgstaller, a cui va certamente una menzione di onore per essere stata presente malgrado le non perfette condizioni di salute.
Domani invece pensavo di parlarvi meglio della festa della ciliegia a cui ho assistito il giorno dopo e visto che ci sono lasciarvi una mia ricetta salata, ottimo e originale stuzzichino, a dimostrazione del valore gastronomico di questo frutto.

ruralnet panorama piatti


Tags: ,
Postato in Cibo, cultura e società, Eventi | Nessun commento »

Aggiungi un commento