Pane, olio e pomodoro (con mandorle!)

Scritto da Giuseppe Capano il 11 settembre 2013 – 23:40 -

Pane e pomodori con mandorle tostate 318Eccomi arrivato alla ricetta in cui celebrare il feticcio gastronomico di cui raccontavo ieri riportando una felice espressione di Massimo Montanari.
Pane, olio e pomodoro, associazione semplice di umili ingredienti con una forza sensoriale gigantesca e impressionante, trovo difficile pensare a qualcuno che non si arrivi a inginocchiare, metaforicamente parlando, a una simile squisitezza della vita.

Del resto le analogie con la più celebre pizza sono innumerevoli, qui pane, li acqua lievito e farina ovvero i genitori del pane, qui pomodoro crudo, li quello cotto come da tradizione, in entrambi la sontuosità dell’olio figlio delle olive che riunisce a se tutti i sapori.
Ma malgrado la semplicità pane e pomodoro sono un matrimonio dalle mille identità diverse, a cominciare dal tipo e dalla qualità del pane e dal suo essere al naturale o tostato, proseguendo con la varietà del pomodoro, la discriminante delle erbe usate per aromatizzare, la presenza o meno dell’aglio e così via.
Pane e pomodoro è stata la mia merenda di tutta l’infanzia, mia madre era l’unico “mangiare” che mi concedeva per merenda quando ancora ne la televisione ne un industria alimentare senza scrupoli avevano ancora fatto gli ingenti danni nutrizionali che hanno fatto.
È stata un’infanzia di privazioni? No è stato un grandissimo privilegio e non ho mai sentito la mancanza di altre cose per un semplicissimo motivo.
Questo pane, una grande pane (qualitativamente parlando) di semola di grano duro di quelli che ancora mi ostino a ricercare e che trovo ormai di rado, era ogni volta una sorpresa.
D’estate compagni suoi erano i pomodori nelle diverse versioni disponibili in base alla loro crescita naturale, ogni volta diversi grazie alle diverse erbe come basilico, maggiorana, origano, menta, una lieve dose di sale e prima di entrare in bocca un innaffiata di buon olio da olive.
Di inverno la base era lo stesso olio e a volte solo quello, ma anche fette di arance, pomodori secchi sott’olio, fichi secchi e tanto altro che ormai non ricordo.
Il punto è che non c’era mai noia nelle proposte o forse anche se erano ripetute per me erano così buone che non avevo alcun motivo per protestare!
Ho un po’ divagato con i miei ricordi, torniamo invece alla ricetta di oggi, una della tante e possibili interpretazioni della bruschetta.
I tratti distintivi sono il pane, mio nel senso fatto da me con lievito madre, lunga lievitazione, arricchimento con un alta dose di integrale e con semi che di volta in volta cambio (zucca, girasole, lino, sesamo, ecc).
Poi la scelta di due erbe aromatiche precise, basilico e timo, l’una per aromatizzare i pomodori tagliati a rondelle invece che nel classico formato a cubetti, l’altra per dare un tocco molto piacevole alle mandorle tostate condite con olio a crudo e, appunto, il timo.
Così si ha la base di buon pane, la morbidezza del pomodoro sposato al basilico, la croccantezza delle mandorle tostate impreziosita dall’olio e dal timo.
Siamo di fronte a una semplicità quasi estrema, ma vi assicuro che a me è sembrata una perfezione quasi sublime.
Provateci e sappiatemi dire.

 

Pane e pomodori con mandorle tostate

Pane e pomodori con mandorle tostate

Ingredienti per 4 persone:

  • 8-12 fette di buon pane casereccio integrale,
  • 300 g circa di pomodorini,
  • 1 mazzetto di basilico fresco,
  • 2 spicchi d’aglio,
  • 50 g di mandorle sgusciate e pelate,
  • 4-5 rametti di timo fresco,
  • buon olio da olive,
  • sale

Preparazione

  1. Lavare i pomodorini, tagliarli in fette tonde e condirli con 2-3 cucchiai di olio, un pizzico di sale, il basilico lavato e finemente spezzettato, l’aglio sbucciato e schiacciato, coprire e lasciare marinare 30 minuti.
  2. Nel frattempo in un pentolino a calore basso tostare per circa 5 minuti le mandorle mescolandole spesso, raffreddarle, tagliarle a filetti e condirle con 2 cucchiai d’olio e il timo lavato e sfogliato.
  3. A scelta tostare o lasciare al naturale il pane, condirlo con un ricco strato di pomodori privati dell’aglio e cospargere con un poco di mandorle in scaglie al timo servendo subito.


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8 Commenti per “Pane, olio e pomodoro (con mandorle!)”

  1. Tiziana Scrive il set 12, 2013 | Replica

    Sapevo che c’era il non so che che ci mettevi tu Giuseppe! Ottima questa bruschetta e poi col timo per aromatizzare le mandorle…doppio wow. Ci proverò presto a imitarle anche se a me manca il tocco del cuoco!
    Ciao, Tiziana.

  2. Giuseppe Capano Scrive il set 13, 2013 | Replica

    Ciao Tiziana,
    confido ugualmente che ti verranno benissimo!!!!
    Poi raccontami.
    A presto
    Giuseppe

  3. valentina Scrive il set 13, 2013 | Replica

    ciao chef!finalmente mi è arrivato il pacco dalla roberta (paris), per il contest happiness is homemade nel quale c’era anche il tuo libro la cucina a crudo.Molto interessante, e pieno di spunti utilissimi.Ieri ho realizzato rielaborando leggermente la ricetta : carpaccio di pomodori con salsina piccante di cipollotti..Buonissima!Il mio compagno tu pensa che ne ha mangiato un piattone, lasciando da parte la carne ( un miracolo te lo giuro!).si perchè il mio triste destino ha voluto che io, vegana mi accompagnassi ad un carnivoro convinto di origini emiliane.
    volevo dirti se sei d’accordo che posterei la tua ricetta da me rielaborata nel mio blog giovedì prossimo, per contribuire al giovedì del libro.Annalisa del blog passato fra le mani, ha creato una rubrica dove ogni settimana di giovedì appunto, scrive una recensione su libri che parlano di nutrizione o cucina.E chiede il contibuto di tutti.Mi piacerebbe parlare del tuo libro.
    Se mi dai l’approvazione giovedì prossimo la posto.
    Non c’entra con questo argomento, ma a proposito di mandorle, giusto ieri sera stavo visitanzo il sito della fattoria della mandorla, dove ci riforniamo col nostro g.a.s. che ha dei prodotti spettacolari.Purtroppo ho letto via mail che quest’anno le piogge hanno fatto dei danni ingenti.E a volte le persone non capiscono che le piccole realtà hanno molti più problemi che le grandi aziende, e strabuzzano gli occhi di fronte al prezzo di alcuni prodotti.Non capendo che la qualità nel cibo non può essere svenduta, e che se si lavora in modo etico, il prezzo purtroppo sale.Magari poi le stesse persone sono quelle che comprano una tshirt made in china 100 €, perchè ha un marchietto famoso.Queste cose mi mandano in bestia.

  4. Giuseppe Capano Scrive il set 13, 2013 | Replica

    Ciao Valentina,
    certo non c’è problema figurati, va benissimo parlare del libro e pubblicare la ricetta, poi visto che è piaciuta così tanto sarebbe un vero peccato non parlarne e renderla pubblica.
    Allora andrò a visitare anche io questa fattoria della mandorla e concordo con il tuo pensiero, ma purtroppo siamo circondati da un infinità di preconcetti e una difficoltà incomprensibile ad aprirsi al confronto e al dialogo anche con chi pensa, agisce e si basa su valori diversi dai nostri.
    Prendendo spunto dal titolo del blog di Roberta ci tocca seminare, la certezza è che poi i frutti ci saranno!
    A presto
    Giuseppe

  5. valentina Scrive il set 13, 2013 | Replica

    Oh, grazie.Allora giovedì prossimo pubblico.Speriamo va, che prima o poi come dici tu i frutti si raccolgano.
    Buona giornata

  6. Giuseppe Capano Scrive il set 13, 2013 | Replica

    Valentina io ho già pronto il cestino. Per raccogliere i frutti intendo!!!
    Un po’ di ottimismo ci serve!!
    Aspetto la tua pubblicazione!
    A presto
    Giuseppe

  7. cry68 Scrive il set 16, 2013 | Replica

    semplicemente deliziosa. grazie cry68

  8. Giuseppe Capano Scrive il set 16, 2013 | Replica

    Bentornata Cry,
    grazie del delizioso, in effetti non è male!!
    A presto
    Giuseppe

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