Per una cucina vicina alla società e alla cultura

Scritto da Giuseppe Capano il 10 aprile 2012 – 23:31 -

Domani inizio due giorni di formazione al team ristorativo di un albergo che di recente ha ottenuto la certificazione di Bio Hotel.
Una certificazione fortemente voluta dal proprietario che sta cercando di dare un impronta decisa, personale e nuova all’azienda di famiglia, una strada lodevole, meritoria e lungimirante, soprattutto pensando alla staticità di molti altri alberghi che relegano il fattore alimentazione e cucina attenta alle moderne esigenze della società e del cliente come ultima cosa a cui pensare.

Comunque il mio proposito non è un post di pubblicità a questo hotel, ma prendere lo spunto dal progetto in programmazione per parlarvi da un lato indirettamente di un libro che dovrei riuscire a recensire domani e dall’altro dell’argomento che tratta.
Si perché una parte consistenza di questa formazione riguarderà la conoscenza approfondita dei cereali in chicchi e tutte le possibili applicazioni che in una cucina professionale possono essere messe in campo.
Non stupitevi di questo, nel campo della ristorazione professionale la formazione e le capacità specifiche dei singoli addetti sono spesso rivolte a altre priorità e preparazioni e non è un mistero per chi è dentro la professione di formatore e insegnante che vi siano grandi lacune su diversi aspetti della cucina degli alimenti vegetali nella loro immensa capillarità e estensione.
Non si può generalizzare in maniera indiscriminata, ma è sicuro che molti dei lettori del blog, semplici appassionati di cucina, sanno molte più cose in fatto di cereali e company rispetto a molti cuochi “ufficiali”, e sanno molte più cose in fatto di tante altri elementi, soprattutto chi è appassionato di cucina biologica, naturale, salutistica e quant’altro.
Diciamo che le moderne tendenze della cucina vanno verso altre priorità e ci vuole molta pazienza e perseveranza per cercare di fare riflettere, ragionare e attuare una cucina più attenta alla salute, alle dinamiche sociali e agli aspetti di più stretta pertinenza culturale.
Anche perché l’obbiezione immediata che viene fuori da molti è cosa centro la società e la cultura con il lavoro di cuoco, un obbiezione che la dice lunga sul grande lavoro che ancora ci aspetta.
E una parte importante in questo la può fare il consumatore cliente, cioè voi stessi, insistendo per la richiesta di determinati piatti, per l’attenzione ai temi più strettamente ambientali, per il rispetto dei propri problemi alimentari, per una sensibilità maggiore al contesto sociale in cui si vive e una minore agli optional scenografici.
In attesa domani di parlarvi del libro sui cereali vi lascio un poker di link di ricette preso dal sito di Cucina Naturale con protagonisti farro e orzo, non tutte sono intonate con la stagionalità di aprile ma potete cominciare a segnarvele per i prossimi mesi; Farro ai piselli, Fagottini di lattuga, Involtini di melanzane, Fiore di orzo.

Panorama ricette farro-orzo


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3 Commenti per “Per una cucina vicina alla società e alla cultura”

  1. isa cipriani Scrive il Apr 11, 2012 | Replica

    Buongiorno Giuseppe,
    è da anni che con la nostra associazione chiamata LaSaluteMelaMangio, gridiamo queste cose e cerchiamo di far virare gente comune,aziende alimentari, ristoratori, cuochi ecc verso una cucina salutistica dato che ormai gli studi in merito al benessere/salute legati ad una sana alimentazione sono massicci. E’meraviglioso che tu, come cuoco, possa indirizzare gli “addetti ai lavori” verso tale scelta, scelta che tra l’altro riguarda si, la salute delle persone, ma anche l’etica nei riguardi di altri esseri e non ultimo la salute del pianeta. Tutti i cuochi dovrebbero avere una completa preparazione a riguardo dei nutrienti, di ciò che ci fa bene o male, adeguandosi a ciò che ormai la scienza sa bene, ma che vien diffuso lentamente e con pigrizia per i noti interessi di parte. Se mi è difficile capire come la gente non si interessi a ciò che si fa almeno 3 volte al giorno, è per me imperdonabile trovare “professionisti” del settore food che non hanno alcuna conoscenza in merito e che pensino solo a preparare piatti che appaghino solo il nostro gusto. Siamo ormai in un’altra era ed è davvero tempo di virare in altra direzione per il bene di tutti e di tutto il pianeta. Diffondiamo, diffondiamo, diffondiamo, tutti insieme siamo una forza!

  2. Giuseppe Capano Scrive il Apr 11, 2012 | Replica

    Buongiorno Isa, grazie del commento, racconti e dici cose più che giuste e opportune e mi fa piacere che le condividi; sono anche amare verità per chi fa il mio lavoro, personalmente cerco di fare il possibile per dare dei segnali concreti, poi la strada e lunga e non è detto che porti subito a buoni risultati. Però si è qui, si cerca di diffondere idee e sensibilità diverse, suggerire alternative, aiutare e tutto questo non per prevalere su chi agisce diversamente, ma semplicemente per cercare di cambiare in meglio. Ci vuole fiducia e costanza, fino a quando ci saranno vicine credo non perderemo la strada.
    A presto
    Giuseppe

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  2. Apr 11, 2012: Per una cucina vicina alla società e alla cultura | CookingPlanet

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