Pillole di festival: i racconti

Scritto da Giuseppe Capano il 4 febbraio 2012 – 23:11 -

OOFF raccontiDi un festival possono colpire molte cose, le nozioni tecniche, le informazioni settoriali, la cultura che si va diffondendo pur parlando di semplici elementi, l’autorevolezza di professionisti e maestri, la comunicazione generale che si sprigiona da ogni incontro.
Io personalmente ho apprezzato più che altro alcuni lati umani: la capacità di far uscire la passione che si ha dentro nel raccontare la propria professione, l’amore che si ha per le cose in cui si crede, il sogno che farcisce ogni confronto, pacifico o acceso non importa, la determinazione nel raccontare cose senza la paura di essere banali e ripetitivi.

Non sono riuscito a seguire tutto dovendo occuparmi di gestire diverse cose, ma delle cose che ho ascoltato mi ha colpito la potenza del racconto.
E questo anche quando non ero per niente d’accordo con quello che veniva detto, ma il punto non è quello di condividere necessariamente il racconto, il punto è la bellezza di come il racconto ci viene offerto.
Ne rimango sempre disarmato perché non capisco come si debba poi ricorrere al non racconto per portare avanti le proprie idee, magari con la violenza, l’aggressività, l’indifferenza.
Ammetto anche un po’ la mia invidia, spesso ho l’impressione di non saper raccontare così bene come gli altri.
Ma poi mi consolo, vuol dire che devo ancora studiare, quindi ancora crescere, quindi che molti altri anni di ascolto del racconto altrui mi attendono.
Un festival ben riuscito è anche questo, quanto dei racconti diffusi nell’aria ci è rimasto.

OOFF racconti


Tags:
Postato in Cibo, cultura e società, Food Festival | Nessun commento »

Aggiungi un commento