Poliedriche fragole

Scritto da Giuseppe Capano il 23 aprile 2018 – 23:38 -

Fragole studio 04-2018 318La fragola è proprio un frutto straordinario e credo che tutti in qualche modo ne siano consapevoli anche se per molti prevale più che altro il lato organolettico dei sapori e degli aromi piacevolmente suadenti che questo frutto porta al nostro palato goloso.
Le sue virtù sono in realtà molte di più e vanno a toccare vari aspetti interessanti, non intendo parlarvi questa volta di quelli a me cari di interazione con la salute e la prevenzione che non sono certo pochi e possono darci una mano concreta per il benessere generale.

Magari di questi approfondiamo in un apposito momento, vediamo invece caratteristiche salienti di altro tipo che portano a interessanti visioni e prerogative.
Dell’acceso e forte colore rosso, ad esempio, che in cucina ci può aiutare a realizzare contrasti e giochi cromatici vincenti, non solo nei classici dolci/dessert, ma anche in molti piatti salati dove la fragola regala oltre al colore profumi inaspettatamente intriganti.
Quello che però mi colpisce di più è l’adattamento del frutto a situazioni ambientali disparate con un elasticità di crescita probabilmente normale e logica.
È che siamo spesso come in una sorta di grande bolla che ci tiene ovattati dal mondo reale e dalla natura nella sua reale dimensione di complesso essere vivente.
Dove certamente poi l’intervento dell’uomo ha un ruolo determinante, ma poco toglie alla poliedricità di questo frutto e i diversi ambienti geografici.
Noi siamo abituati a pensare che la stagione delle fragole sia solo concentrata in primavera tra aprile, maggio e forse qualche spazio di giugno e tutto ci sembra logico quando immaginiamo la loro crescita in pianure regolari in impianti tecnologici e rodati.
A questo poi sommiamo le campagne di sconti e lanci dei moderni mercati della grande distribuzione che proprio in quei mesi lanciano offerte a tutto spiano, i conti quindi sembrano tornare.
Stiamo però parlando di un frutto di bosco forzatamente coltivato in pianure, colline, altopiani, che proprio perché originario del bosco in senso lato è facile intuire si sviluppi e cresca in stadi temporali diversi in base a altezza, esposizione e posizione geografica del bosco.
Dovremmo quindi forse sdoganare il concetto di fragole presenti solo in primavera nella nostra bella Italia con la sua ricchezza di ambienti naturali variegati.
Una stagionalità che arriva in diversi contesti a tutta l’estate, per poi fermarsi li ovviamente perché di fragole a dicembre non se ne può proprio sentir parlare!!!
Di fragole così, cioè con un ventaglio di disponibilità stagionale più esteso, ci sono esempi all’estremo nord del paese come al sud, solo che giustamente rimangono quasi sempre realtà locali circoscritte.
Mi ha ricordato tutto questo la visita recente a una delle più belle valli in assoluto dell’Alto Adige, per me che vivo in Trentino relativamente agevole da raggiungere.
La Val Martello oltre che per la bellezza selvaggia e possente è conosciuta per la produzione di fragole in quella che è di fatto alta montagna.
La ricchezza di boschi fitti con un particolare microclima soleggiato e fresco causato alle escursioni termiche consente ai frutti di maturare lentamente in un periodo che si estende da giugno fino a settembre.
Ma non è il solo contesto, per cui se in una grande città le fragole rimangono comprensibilmente di stagione in primavera, bisogna ricordarsi che in altri contesti geografici potrebbe non essere così scoprendo magari frutti dai sapori ancora più buoni!!!

Fragole studio 04-2018 518 - ok

Foto © Chef Giuseppe Capano

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