Quanto è importante la verdura anche nello spazio

Scritto da Giuseppe Capano il 18 aprile 2018 – 23:22 -

Tavola d'orto apparecchiata 318Con una buona dose di ingenuità fino a non molto tempo fa quando si immaginava la dieta dei viaggiatori dello spazio, soprattutto per viaggi lunghi, alcuni ritenevano che il tutto fosse tutto sommato poco importante nell’insieme degli oneri e problematiche che toccavano agli astronauti.
Pensavano tuttalpiù di risolvere l’incombenza, perché al di la delle proprie priorità mangiare rimane vitale anche per chi non è sulla terra e necessariamente devo farlo quotidianamente, con una serie di piccole pastiglie con concentrate dentro sostanze nutrizionali di vario tipo e possibilmente sapori di riferimento.

Una pillola con la scritta pollo al forno con patate avrebbe dovuto ricordare quegli aromi e contenere le sostanze nutrizionali del piatto vero, così come degli spinaci al limone, delle verdure gratinate, una pasta al pomodoro piuttosto che altro.
Insomma ridurre il tutto a una manciata di pastiglie calibrate di giorno in giorno dedicando al pasto praticamente il tempo di deglutire con un po’ di acqua il tutto.
Naturalmente gli scienziati più seri e preparati non hanno mai preso in considerazione tutto questo e si sono, al contrario, posti il problema di come riprodurre “alimenti veri” in contesti diversi dalla terra.
Così si è cominciato a sperimentare e ipotizzare metodi di ogni tipo fino ad arrivare ai giorni nostri dove sembra si stiano raggiungendo, attraverso diversi progetti, buoni risultati.
Ad esempio una notizia uscita da poco racconta dell’emozione provata dai ricercatori nella raccolta delle prime verdure di un orto posto in Antartide.
Un orto molto speciale ovviamente senza l’ausilio di terra e posto nel clima controllato al millesimo di una sorta di container super tecnologico.
Qui le piantine disposte in appositi contenitori sono state nutrite con acqua arricchita di sali minerali e altri nutrienti, il ruolo del sole è stato svolto da illuminazione a Led, la temperatura controllata e modulata a dovere così come la percentuale di anidride carbonica.
Il cesto del raccolto è stato riempito per ora principalmente di insalata verde, rucola, cetrioli e ravanelli, ma molto altri oggetti sono in fase di sperimentazione.
Il progetto si basa sul supporto economico dell’Unione Europea, viene coordinato dall’Agenzia spaziale tedesca e vede la partecipazione anche dell’Italia tramite il Consiglio Nazionale delle Ricerche e alcune aziende private.
L’intento è quello si stabilire procedure e metodiche per la coltivazione del maggior numero di specie vegetali alimentari in ambienti estremi per i prossimi viaggi spaziali.
Perché poi di fatto andando alla sostanza del discorso il ruolo degli alimenti veri, e personalmente direi soprattutto di verdura e frutta, rimane imprescindibile per la buona salute anche di chi non si trova più a vivere sulla terra.
E badate bene che si tratta non solo di una salute organico funzionale, ma soprattutto di una salute mentale il cui benessere è condizionato in positivo proprio dalla presenza “reale” di alimenti vegetali colorati, masticabili, odorabili nella loro tridimensionalità tattile.
Un importanza questa del cibo vegetale da portare con se anche nello spazio che dovrebbe farci riflettere profondamente su quanto è fondamentale includerlo ogni giorno nella propria dieta!!!

Tavola d'orto apparecchiata 518

Foto © Chef Giuseppe Capano

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