Saper aspettare e saper mangiare

Scritto da Giuseppe Capano il 27 febbraio 2013 – 17:50 -

Foto per post attendere 318Sapere aspettare è una prerogativa che può portare molti benefici, in questi nostri tempi frenetici sembra però che se ne sia persa la concezione e l’importanza.
Tutto e subito va di gran moda, restando nell’ambito della cucina mi sento dire tante volte che non c’è abbastanza tempo da dedicare ai fornelli, che attendere i normali tempi di preparazione di un pasto è un lusso per pochi, che l’industria ci regala oggi così tante agevolazioni con piatti e semi lavorati pronti che non serve stare tanto a pensare ne tantomeno pazientare.

Così quando ho letto questa notizia non ho potuto che sorridere compiaciuto e vedere confermata una verità che da sempre è presente nell’uomo, ma che per pigrizia si preferisce dimenticare.
Si parla di cibo e di porzioni, di presentazione e approccio al consumo alimentare, tutto questo in una ricerca realizzata dall’americana Cornell University.
La cui conclusione è stata: una porzione meno abbondante di cibo nel piatto può soddisfare come una grande e affollata dose, il segreto è sapere aspettare e io aggiungo sapere dialogare con il cibo per quanto lo si pensi non più in grado di raccontarci qualcosa essendo la sua anima stata spenta dalla cottura.
Non è così se chi ha preparato la ricetta ha avuto la sapienza di farlo con passione, amore e convinzione lasciando nel cibo la sua traccia di vita indelebile e dando al cibo stesso nuove possibilità espressive.
Per spiegare meglio: la ricerca, effettuata su un campione di adulti a cui sono stati proposti piatti con porzioni differenziate, racconta che il senso di appagamento arriva dopo circa 15 minuti, tempo necessario a fare in modo che il segnale di sazietà arrivi al cervello e di conseguenza scatti la consapevolezza più o meno cosciente di aver mangiato abbastanza.
In poche parole abbuffarsi come assatanati bruciando i tempi di consumo come se si partecipasse a una gara olimpica è la tattica più sbagliata.
Sbagliata perché come dicevo non si dialoga con il cibo servito e si perdono così tante informazioni non verbali, perché la masticazione non fa il suo dovere e non rende il cibo pronto a una facile assimilazione successiva, perché così il cibo diventa puro carburante grasso e calorico da buttare in un serbatoio interno che invece farebbe funzionare meglio la nostra macchina corpo se il pieno venisse fatto a scaglioni.
E questo è anche un bel segreto per i tanti che si accaniscono a seguire diete improbabili pur di dimagrire; imparate prima a saper aspettare!!!

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8 Commenti per “Saper aspettare e saper mangiare”

  1. Michele Tuveri Scrive il Feb 28, 2013 | Replica

    ciao Giuseppe, che dire? Parole sante!
    a presto
    michele

  2. Lu Scrive il Feb 28, 2013 | Replica

    Giusto e molto inportante, questo che’ hai scritto. Anch’io sono una di tantissime (purtroppo) persone, che’ mangiano troppo in fretta. Non e’ mai troppo tardi (anche’ ce potrebbe anche essere) cambiare questa bruttissima abitudine e prendere tempo, quando si mangia. Come hai scritto “dialogare con cibo”. Sto migliorando e migliorero ancora, promesso.

  3. Giuseppe Capano Scrive il Feb 28, 2013 | Replica

    Ciao Michele,
    grazie, chissà se finalmente si riesce a far riflettere di più le persone su questi aspetti!!
    A presto

    Giuseppe

  4. Giuseppe Capano Scrive il Feb 28, 2013 | Replica

    Ciao Lu,
    grazie e brava, ottima promessa la tua.
    Comunque vale anche per me, per quanto cerchi di consumare lentamente e dialogare con il cibo devo sempre perfezionarmi e migliorare, a volte le pressioni esterne disturbano notevolmente.
    Penso che sia un mondo, questo del dialogo con il cibo, infinito e non basta la nostra vita, per quanto lunga, per esplorarlo tutto.
    A presto
    Giuseppe

  5. cry68 Scrive il Mar 5, 2013 | Replica

    sono pienamente d’accordo sara’ che si corre sempre , tutto il giorno. sarebbe bello concedersi il giusto tempo per mangiare in tutta calma assaporando il cibo . cry68

  6. Giuseppe Capano Scrive il Mar 5, 2013 | Replica

    Ciao Cry,
    si capita a tutti di essere di fretta, anche a me, siamo pur sempre persone piene di cose da fare.
    Però è anche vero che spesso correre non ha una vera motivazione, ma è solo una cattiva abitudine e correggerla non può che farci del bene.
    Come minimo ci gustiamo di più la vita!!
    Giuseppe

  7. Michele Tuveri Scrive il Mar 5, 2013 | Replica

    ciao Giuseppe, a proposito del fatto di “essere sempre di fretta”, hai notato come sia un ritornello e una leva forte della pubblicita’ che ci vuole ingozzare di pseudo-cibi? La definizione da manuale del marketing è “far credere al consumatore che ha un problema che solo chi vende può risolvergli”: con l’insalata confezionata, col cibo scatolo-surgel-pre-cotto, con le merendine. Se a mente libera, ed è questa “l’impresa”, ci riflettiamo, nella mia esperienza personale riscontro che non è vero: non di non avere anche moltissime cose da fare, ma di esserne condizionati, non è vero che la risposta sia la fretta, né che a farne le spese dabba essere il modo di accostarci al cibo.
    a presto
    michele

  8. Giuseppe Capano Scrive il Mar 5, 2013 | Replica

    Ciao Michele,
    splendida fotografia della realtà e allo stesso tempo ottima analisi con la semplice soluzione che abbiamo a portata di mano.
    Riflettere con la nostra testa e non con quella dei pifferai del marketing.
    Mi piacerebbe molto cone in tanti leggessero le tue riflessioni a proposito e magari questo fosse l’inizio di un nuovo modo di vedere il cibo e la nostra vita.
    Chissà!!!
    A presto
    Giuseppe

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