Stranizza d’amuri in cucina

Scritto da Giuseppe Capano il 14 luglio 2012 – 16:01 -

Solo ritornando in questa terra di Calabria è venuta fuori in tutta la sua potenza una riflessione che dentro avevo accennato a sprazzi portandomi dietro controversi ricordi di ragazzo.
È l’immensa chiarezza e incisività che solo il dialetto, qualsiasi dialetto, ha rispetto alla lingua nazionale, la quale conserva di per se altri meriti, ma non (almeno è mia opinione) l’espressività a tre dimensioni del dialetto.

Una espressività particolarmente evidente nelle ricette di cucina dove termini intraducibili sintetizzano o amplificano concetti incredibilmente chiari per quanto complessi.
Allora camminando per il paese me ne faccio raccontare i versi dai vecchi che conosco, a volte faccio fatica a seguire la bella cantilena, ma anche se non capisco è proprio bella, conserva una sua incredibile musicalità.
Così in questi giorni penso e ripenso a queste ricette raccontate in dialetto e ne scopro i mille risvolti che potrei fargli prendere giocando sulle mie conoscenze, ma al di la di questo aspetto diciamo tecnico e di deformazione professionale, mi affascina alla pazzia proprio l’espressività e la musicalità dei termini.
Per non rischiare di scrivere sciocchezze per ora mi astengo dal riportare ricette o termini dialettali, almeno fino a quando non sarò sicuro di sapere quello che scrivo e come lo scrivo.
Ma la riflessione è nata anche ascoltando una splendida canzone di Battiato in dialetto, che parla di ben altro, ma ha nei suoi termini l’essenza di quella espressività di cui ho parlato fino ad ora.
Di questa, avendo trovato chi mi ha passato i corretti termini, vi riporto alcuni passaggi.
Certo per chi non bazzica i dialetti del sud magari è puro arabo, ma vi assicuro è di una bellezza che toglie il fiato.
Qui trovate il brano musicale integrale, da ascoltare e vedere dall’inizio alla fine.
E come ho scritto altre volte non pensate che questo non centri nulla con la cucina, al contrario vi assicuro che ne fa parte intimamente.

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Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi ‘nda lI’ossa
‘ccu tuttu ca fora c’è ‘a guerra
mi sentu stranizza d’amuri… I’amuri
e quannu t’ancontru ‘nda strata
mi veni ‘na scossa ‘ndo cori
‘ccu tuttu ca fora si mori
na’ mori stranizza d’amuri… I’amuri.
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5 Commenti per “Stranizza d’amuri in cucina”

  1. Nadir Scrive il Jul 14, 2012 | Replica

    🙂

  2. Michele Tuveri Scrive il Jul 14, 2012 | Replica

    grazie della ricetta di musica 🙂

  3. Giuseppe Capano Scrive il Jul 15, 2012 | Replica

    Grazie a te Michele di averla ascoltata e gustata!

  4. Giuseppe Capano Scrive il Jul 15, 2012 | Replica

    Nadir intuisco che la ricetta musicale ti è piaciuta!!

  5. Nadir Scrive il Jul 15, 2012 | Replica

    Amo i dialetti e la loro espressività, anche se verso Battiato provo “sentimenti” contrastanti, non posso negare che è un grande 🙂

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