Stress: la cucina come forma di cura, aiuto e superamento del disagio

Scritto da Giuseppe Capano il 10 dicembre 2012 – 23:27 -

Spumata di verdura Sansostene 318Vi dicevo ieri della conferenza di sabato dedicata al tema dello stress, i tre relatori hanno incrociato i loro sguardi su questo aspetto centrale della vita moderna che nella nostra società viene spesso citato e non sempre a proposito.
E da qui possiamo cominciare, a questo stato mentale viene dato un peso oggi che non è certamente il peso che veniva dato secoli fa, per l’uomo moderno serve una causa per confortarsi dal disagio, un disagio che per il primo relatore nasce esplicitamente da una mancanza.

Spesso solo apparente, manca il tempo, l’energia, la volontà, la disponibilità, le condizioni giuste e molto altro, ma alla fine in sostanza quello che manca è la capacità di estraniarsi da se e guardare alla realtà presunta con il distacco del pensiero oggettivo.
In questo modo la triplicità essenziale dell’uomo (il pensare, sentire, volere) rimane rinchiusa in schemi rigidi che come gabbie sembrano impossibili da superare.
Per riassumere il pensare disumanizzato, cioè il pensare meccanico ingabbiato in verità non vere e reali, è causa dei mali e dei disagi che vengono riassunti nella parola stress.
Che come ha ricordato il secondo relatore non ha sempre avuto e ha una valenza negativa e nefasta, la facciata opposta è positiva ed è la reazione sana e risolutiva a situazioni critiche, nell’uomo primordiale la risposta al pericolo esterno ambientale, nell’uomo moderno la risposta naturale a situazioni critiche che poi portano piacere.
L’esempio banale è lo stress gratificante derivante dallo sport, dall’esito finale di un esame, dal superamento di un ostacolo mentale, fatica e impegno sintetizzati nello stress sono poi gratificazione e piacere del dopo.
E qui come non citare la cucina, la mia materia molto meno filosofica e più elementare, cucinare è allo stesso tempo piacere, stress, fatica, coinvolgimento mentale, astrazione temporale, concentrazione intensa, fissazione di obbiettivi e mete, espressione di se attraverso il cibo.
In sostanza impegno intenso e concreto correlato da stati di tensione mentali, spirituali e fisici più o meno espliciti poi disciolti e assorbiti dal piacere finale della soddisfazione organolettica e emotiva.
Ma non solo, la cucina è “relazione opposta all’individualità”, una sintesi perfetta dei concetti espressi dal terzo relatore
che ha posto più nello specifico la tematica dello stress all’interno di un percorso olistico che oltrepassa il concetto di se individuale per arrivare a uno spirito relazionale che da se supera molti dei nostri disagi umani.
Tutto questo attraverso discipline, tecniche, filosofie, cure, visioni e in generale approcci al naturale inteso come essenza di ciò che già si ha dentro e che necessità solo di un “mezzo” per essere “tirato fuori”.
Qui avrei voluto intervenire io e raccontare come anche la cucina è un bel mezzo per “tirare fuori da se” la bella energia che ognuno di noi porta con se, quella energia curativa spesso più efficace e forte delle discipline curative tradizionali, che hanno una loro precisa valenza medica intensa, ma una valenza di alleanza e non supremazia.
Insomma la cucina è una forma di cura e aiuto alla guarigione dai propri disagi, personalmente ne sono convinto, è espressione di se e del mondo cosciente e incosciente che viene fuori.
Nella cucina che arriva all’esito del piatto finale abbiamo tecnica, capacità professionale, chimica applicata, matematica e forza di alleanze culturali incrociate, ma tutto questo senza la passione e l’amore tirato fuori da se per essere portato agli altri è nulla.
Questo il mio pensiero è il mio credo, penso che molti potranno essere in accordo e disaccordo, ma un altro modo per superare lo stress è il confronto di opinioni e posizioni che spero arrivino copiose.
Prima di congedarmi mi è venuto spontaneo pensare a quale tra le tante poteva essere per me una ricetta anti stress.
Ne esistono moltissime in realtà, allora ho lasciato scegliere al cuore che mi ha indicato questa, la vedete nella bella fotografia e trovate il testo e il suo racconto qui.

Spumata di verdura Sansostene 518


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10 Commenti per “Stress: la cucina come forma di cura, aiuto e superamento del disagio”

  1. Roberta Scrive il dic 11, 2012 | Replica

    Caro Giuseppe, ho trovato molto interessanti questi ultimi due post per le tematiche ci cui tratti. Personalmente non avevo mai pensato coscientemente alla cucina come a una terapia antistress eppure, ora che mi ci fai riflettere, è sicuramente così. Io non ho titoli per lanciarmi in un dibattito che intuisco denso di contenuti ma empiricamente posso affermare che, aldilà di ogni dubbio, ho sempre trovato nella mia cucina un momento di pace, di raccoglimento, di espressione creativa, di dono d’amore, in breve, di benessere.
    Grazie come sempre per aver condiviso queste tue considerazioni!
    A presto!

  2. cry68 Scrive il dic 11, 2012 | Replica

    ciao chef molto interessante questo argomento . sono pienamente d’accordo. il cibo cura molti dei nostri disagi . ti faccio un esempio , pensiamo al caffe’ io ne bevevo circa 8 al giorno e sai dopo cosa mi è successo :
    tachicardia perenne . ora non mi frega piu’ , al massimo 2 . per dirti che solo noi sappiamo sul nostro corpo cosa ci fa bene e cosa ci fa male . scusami per il banale esempio ma è solo per dire che io da quando ho cambiato alimentazione sto molto meglio fisicamente. buona serata cry68

  3. Giuseppe Capano Scrive il dic 11, 2012 | Replica

    Ciao Roberta,
    grazie a te per averle lette e apprezzate.
    Penso che in futuro spingerò sempre di più su questi aspetti, personalmente la piega che ha preso il mio lavoro a livello di immagine mediatica non piace molto e faccio fatica a capire come ci si venda e svenda il proprio mestiere per miseri attimi di gloria.
    Un piccolo sfogo!!
    A presto
    Giuseppe

  4. Giuseppe Capano Scrive il dic 11, 2012 | Replica

    Ciao Cry,
    esempio solo in apparenza banale, mi sembra piuttosto una bella testimonianza che dovrebbe far riflettere sul ruolo del cibo, su quanto il nostro corpo sa parlare, su quanto siamo sordi malgrado pensiamo di sentire.
    Il punto è che sentire non significa mettere in ascolto solo le orecchie, ma tutti i sensi e anche di più.
    A presto
    Giuseppe

  5. Roberta Scrive il dic 12, 2012 | Replica

    Guarda, non sai nel mio piccolo quanto ti possa capire, io mi dedico alla cucina ed ho aperto il mio piccolo blog per hobby, e mi impegno ogni giorno per essere coerente con le cose a cui credo, eppure vedo che è un mondo corruttibile anch’esso, e me ne dispiaccio. Immagino dunque quanto debba essere più sgradevole per te! Non posso che riconfermarti, per quanto valga, la mia stima per te e per le tue scelte!
    A presto.

  6. Giuseppe Capano Scrive il dic 12, 2012 | Replica

    Ciao Roberta,
    grazie, no vedo che anche nel campo dei blog si vede di tutto e di più, ci si schernisce e difende dicendo che un blog è un contesto personale e quindi alieno da commenti e critiche, ma la sostanza non mi sembra che cambi molto.
    Grazie ancora per la tua stima.
    Giuseppe

  7. Michelle Scrive il dic 26, 2012 | Replica

    Due aspetti principali sui quali sono molto d’accordo:

    1. “la cucina è un bel mezzo per “tirare fuori da se” la bella energia che ognuno di noi porta con se”.

    2. “la cucina è una forma di cura e aiuto alla guarigione dai propri disagi”.

    L’arte culinaria infatti, permette di far emergere l’energia vitale che c’è in ciascun individuo. Questo succede perchè la persona cucinando si sente LIBERA.

    L’individuo acquisendo la propria libertà, acquisisce autostima e sicurezza. La sicurezza e l’autostima permettono in genere di affrontare i problemi, i disagi, gli stati d’ansia e lo stress in maniera lucida e soprattutto efficace.

  8. Giuseppe Capano Scrive il dic 27, 2012 | Replica

    Grazie Michelle per il tuo bel commento,
    bella anche la considerazione della sensazione di libertà mentre si cucina, una riflessione molto interessante che magari approfondisco meglio in un prossimo post.
    Sono un po’ in ritardo ma comunque buone e belle feste e ottimo Nuovo Anno a te.
    Giuseppe

  9. Michelle Scrive il dic 27, 2012 | Replica

    Grazie Giuseppe, buone feste anche a te e complimenti per il tuo ottimo blog.

  10. Giuseppe Capano Scrive il dic 28, 2012 | Replica

    Grazie dei complimenti Michelle e di nuovo auguri.
    Giuseppe

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