Teorie alimentari tra apparenti certezze e gran confusione

Scritto da Giuseppe Capano il 15 marzo 2014 – 09:32 -

Cioccolato bianco soia 318L’innovazione dei prodotti di cucina va avanti e ci sono soluzioni che possono aiutare chi per scelta o necessità deve rinunciare a determinati gruppi di alimenti.
Non pochi in verità anche se forse bisogna sempre distinguere tra chi lo fa per scelta personale e chi lo deve fare per costrizioni di salute aggiungendo forse chi lo fa perché nella grande confusione moderna viene convinto che il suo benessere dipende da una o più assenze alimentari.

Questo tema delle apparenti certezze di molte teorie alimentari che sostengono le loro tesi sull’eliminazione di determinate sostanze è molto “sostanziale”.
Dal mio punto di vista vanno tutte prese in considerazione e non trattate con supponenza, ma onestamente la confusione totale che stanno generando è forse lungamente più nefasta del benessere che propagandano.
E altrettanto onestamente in molte trovo difficile non vedere un puro progetto di business malgrado le buone intenzioni di aiuto agli altri che vengano ribadite in ogni riga o frase raccontata.
Siamo decisamente in un epoca primordiale di conoscenza su salute e alimentazione, un intreccio ritengo fondamentale per il buon vivere.
Pensiamo e riteniamo di essere uomini moderni che sanno già tanto, eppure questa totale confusione di teorie una contrapposta all’altra è uno specchio fedele di questa reale scarsa conoscenza di molti meccanismi di salute e benessere.
Non ho teorie mie in proposito che possano aiutare chi ha problemi specifici e neanche ho il ruolo e il diritto di farlo, nel mio ambito mi limito a trovare soluzioni pratiche perché la cucina oltre che gioia del palato sia gioia per il corpo e lo spirito.
Alo stesso tempo però cerco di mettere in guardia sempre dalle assolute verità che spesso vengono gridate, penso che di assoluto ci sia molto poco e che tutto vada verificato e preso in senso critico.
Mi pare che in questa nostra epoca di conoscenza primordiale abbia più senso raccogliere parti di un puzzle complessivo composto da miriade di teorie e indicazioni adattandolo alla nostra situazione specifica personale e costruendo da se una via di benessere.
Ma io sono solo un cuciniere per cui prendete quello che vi scrivo solo per un’opinione.
Piuttosto tornando al pratico la riflessione era nata dall’arrivo di una tavoletta di cioccolato bianco che per formalità non andrebbe chiamata così (legge e cavilli normativi vari), ma in realtà questo è.
Interessante perché a base di burro di cacao e soia, forma e colore molto simile, gusto interessante, senza latticini o qualsiasi altro prodotto di origine animale.
Attendo di provarla in qualche ricetta e poi vi dico.

Cioccolato bianco soia 518


Tags:
Postato in Cibo, cultura e società, Mondo alimentare | 4 Commenti »


4 Commenti per “Teorie alimentari tra apparenti certezze e gran confusione”

  1. Tiziana Scrive il Mar 16, 2014 | Replica

    Ciao Giuseppe. Io aspetto la tua opinione su questo “cioccolato bianco”. Buona domenica.
    Tiziana.

  2. Giuseppe Capano Scrive il Mar 16, 2014 | Replica

    Ciao Tiziana,
    si spero di trovare il tempo non troppo in la!
    A presto
    Giuseppe

  3. Elena Scrive il Apr 9, 2014 | Replica

    Anche a me interessa molto il parere su questa ‘materia prima’ vegana…si scioglie? si grattugia? ha un gusto gradevole?

  4. Giuseppe Capano Scrive il Apr 9, 2014 | Replica

    Ciao Elena,
    il gusto non è male, assomiglia molto al cioccolato bianco classico, però rispetto a un buon cioccolato bianco bio o artigianale non può competere.
    Però è molto interessante lo stesso, si grattuggia normalmente e si fanno ottime scaglie, si scioglie ma aspetto appunto di fare delle prove più esatte su questo aspetto.
    La tavoletta di cioccolato e li sulla mia scrivania che mi guarda, sono io che non trovo mai il tempo, ma ci arrivo!!!!!!!
    Giuseppe

Aggiungi un commento