Un gesto semplice e naturale a sintesi della cucina

Scritto da Giuseppe Capano il 21 febbraio 2013 – 22:08 -

Piantina in crescita 318Una di queste mattine passando per le vie del paesino di montagna dove vivo dopo una copiosissima nevicata che ha ammantato di bianco ogni angolo possibile ho visto un uomo anziano che con una disarmante delicatezza si chinava e annaffiava un piccolo vaso dove un seme o una nascosta piantina era in attesa.
L’angolo era quella intercapedine di entrata che esisteva quasi sempre nei negozi di un tempo, prima un portone a più ante, poi uno spazio in mezzo più o meno grande, dopo la porta vera e propria di entrata.

In questa intercapedine a ricevere la luce del poco sole d’inverno stava il vaso, malgrado l’inverno giustamente bisognoso di acqua, di quell’acqua fisica, ma ancora di più di quell’acqua intrisa d’amore del gesto di un vecchio carico di anni passati sulle spalle e accumuli di amore dato.
La porta era quella di un circolo culturale con annesso minuscolo bar e ritrovo del paese, uno di quelli che ancora resistono alle modernità ludiche del tempo, frequentato da altri veterani carichi di anni e vita tutta da raccontare.
Quindi mattina fredda, neve a iosa a coprire angoli, strade e stradine, tutti coperti con sciarpe, cappelli, guanti fino a trovare quella luce così potente di un gesto semplice e naturale così forte da scaldare fino al midollo del cuore.
La riflessione, dopo, non poteva che nascere spontanea e vista la deformazione data dal mio lavoro il paragone con quello che dovrebbe essere la cucina è stato immediato.
E la cucina, la creazione di ricette, il distribuire il cibo e la propria anima agli altri dovrebbe essere proprio questo.
Avere un seme, una piantina, accudirla innaffiandola al bisogno, saperla sorreggere con supporti, portarla alla piena maturità lasciando a lei l’esclusiva di esprimersi.
Quindi per semplificare partire da una base, che sia un soffritto, un mescolamento di farine, un assemblare liquidi con solidi, aggiungere al momento giusto altri ingredienti, vedere crescere e maturare con la cottura o il semplice insaporimento dato dal riposo, completare con gli aromi che il proprio cuore detta.
In tutto questo versare sempre gocce di amore e di passione, non lasciare prevalere la tecnica, non pensare troppo alla chimica, preoccuparsi il giusto dell’estetica.
Qualsiasi piatto a quel punto è al vertice, di qualsiasi piatto a quel punto non possiamo che essere soddisfatti, contenti e appagati.

Ricetta annaffiata 518


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2 Commenti per “Un gesto semplice e naturale a sintesi della cucina”

  1. Roberta Scrive il Feb 22, 2013 | Replica

    Dopo questo post sono contenta come non mai…..non potevo chiedere a nessun altro se non a te, perchè esprimi in forma matura e sviluppata le mie idee embrionali 🙂

  2. Giuseppe Capano Scrive il Feb 22, 2013 | Replica

    Ciao Roberta,
    ottimo mi fa piacere questa corrispondenza di idee, vuol dire che c’è una sensibilità comune a più persone e questo non può essere che un gran bene!!
    A presto
    Giuseppe

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